45 Giornate di Lavoro Agricolo con Paga Sindacale e Senza Tasse: Come Funziona il Contratto LoAgri

La legge di Bilancio 2026 introduce una novità importante per il settore agricolo. Il legislatore ha infatti deciso di rendere strutturale il cosiddetto LoAgri, lo strumento di lavoro flessibile che consente alle imprese agricole di utilizzare prestazioni di lavoro occasionale a tempo determinato per far fronte ai picchi stagionali di attività.

La misura, introdotta inizialmente con la legge di Bilancio 2023 come intervento temporaneo, diventa ora stabile grazie a quanto previsto dall’articolo 1, comma 156 della manovra. L’obiettivo è duplice: da un lato garantire continuità produttiva alle aziende agricole, dall’altro facilitare il reperimento di manodopera nei periodi di maggiore bisogno.

Cos’è il LoAgri e a chi si rivolge

Il LoAgri è uno strumento pensato per permettere ai datori di lavoro agricoli di assumere in modo semplificato lavoratori cosiddetti “inattivi”. Possono utilizzare questa modalità le imprese agricole in possesso di codice CIDA e che applicano la contrattazione collettiva più rappresentativa del settore. In altri termini il datore di lavoro dovrà applicare il minimo salariale previsto dal CCNL e dal CPL, contratto provinciale agricolo.

Tra i lavoratori che possono essere coinvolti rientrano diverse categorie. Ad esempio disoccupati, percettori di NASpI, beneficiari di ammortizzatori sociali, pensionati e studenti con meno di 25 anni. Possono inoltre essere impiegati anche detenuti o soggetti in regime di semilibertà.

È però prevista una condizione importante. Il lavoratore non deve aver avuto rapporti di lavoro subordinato nel settore agricolo nei tre anni precedenti. L’unica eccezione riguarda i pensionati, che possono comunque essere coinvolti nelle attività anche se provenienti dall’agricoltura.

Durata del contratto e limiti previsti

Dal punto di vista operativo il rapporto di lavoro deve essere regolarmente registrato nel Libro Unico del Lavoro (LUL). Inoltre può riguardare esclusivamente mansioni operaie e attività di carattere stagionale.

La normativa stabilisce anche limiti precisi. Ogni lavoratore può essere impiegato per un massimo di 45 giornate lavorative all’anno e il contratto non può superare la durata complessiva di 12 mesi.

Retribuzione e vantaggi per imprese e lavoratori

Sul piano economico il lavoratore percepisce una retribuzione esente da imposizione fiscale (cioè non è soggetto a IRPEF), che può essere cumulata sia con la pensione sia con lo stato di disoccupazione. Le somme percepite sono inoltre utili ai fini previdenziali e assistenziali.

Per quanto riguarda invece le imprese agricole, resta la possibilità di beneficiare delle riduzioni contributive previste per i territori svantaggiati (clicca qui per visualizzare l’elenco ufficiale). Nei territori agricoli montani o particolarmente svantaggiati è prevista una riduzione dei contributi del 75%, mentre nelle altre zone agricole svantaggiate lo sgravio contributivo è pari al 68%.

In attesa di eventuali nuovi chiarimenti normativi o operativi, continuano ad applicarsi le istruzioni già fornite dagli istituti coinvolti.