Il rinnovo del contratto del comparto istruzione e ricerca entra nella fase operativa. Il tavolo aperto all’ARAN l’11 marzo 2026 riguarda 1.330.933 lavoratori, tra docenti, personale ATA, università e enti di ricerca. Dopo il primo confronto sono già stati fissati due nuovi incontri: 24 marzo e 1° aprile, data indicata come possibile momento per arrivare alla firma della parte economica del CCNL 2025-2027.
La trattativa parte dal quadro salariale definito dal precedente rinnovo. Il CCNL 2022-2024, sottoscritto definitivamente il 23 dicembre 2025, ha previsto aumenti tra 124 e 150 euro lordi mensili per i docenti, variabili in base all’anzianità di servizio. A questi si aggiungono gli arretrati, calcolati da TuttoLavoro24.it per importi di circa 700 euro (per tutti gli importi clicca qui). Questo risultato costituisce il punto di partenza su cui si innesta ora il nuovo negoziato.
Risorse disponibili e rischio inflazione
Le risorse per il triennio 2025-2027 sono già state collocate nelle leggi di bilancio. Secondo le valutazioni sindacali, gli stanziamenti risultano coerenti con le stime attuali di inflazione, ma il quadro economico internazionale introduce elementi di incertezza.
Le previsioni ufficiali del governo indicavano per il 2026 un’inflazione dell’1,7%, dato che resta centrale nella definizione degli aumenti contrattuali. Proprio su questo punto la FLC CGIL ha espresso una forte preoccupazione.
La segretaria generale Gianna Fracassi ha dichiarato:
“Ad oggi le risorse che sono state collocate nelle leggi di bilancio sono in linea con l’inflazione, ma abbiamo sottolineato che c’è una grande preoccupazione per quello che sta accadendo, quindi un possibile picco di inflazione”.
Le posizioni dei sindacati al tavolo
La FLC CGIL partecipa al negoziato con una posizione distinta rispetto ad altre sigle. Il sindacato non ha sottoscritto il CCNL 2022-2024, ritenendo che gli aumenti previsti coprissero soltanto una parte limitata della perdita di potere d’acquisto maturata nel triennio.
Diversa la posizione della CISL Scuola, che punta a sviluppare il percorso avviato con il precedente contratto. La segretaria generale Ivana Barbacci ha spiegato:
La leader della CISL Scuola ha inoltre evidenziato le difficoltà del contesto internazionale: “Non nascondo di essere preoccupata per la difficoltà dei tempi che viviamo, in presenza di guerre che sono una tragedia per chi vi è più direttamente coinvolto, ma hanno ricadute pesanti anche sulle economie e le condizioni di vita di ogni Paese”.




