Per molte famiglie il pagamento dell’Assegno Unico di marzo è quello più atteso. Non solo perché arrivano gli aumenti pieni legati alla rivalutazione annuale, ma soprattutto perché da questa mensilità l’INPS utilizza finalmente il nuovo ISEE 2026.
In pratica termina la fase di transizione iniziata a febbraio e viene stabilito l’importo effettivo che accompagnerà le famiglie per gran parte dell’anno. La rata di marzo diventa quindi una sorta di “punto di partenza”: da qui in avanti l’assegno resterà più o meno stabile, a meno che non cambino le condizioni del nucleo familiare.
Capire cosa succede con questo aggiornamento è importante, perché l’importo può aumentare, diminuire oppure restare quasi identico. Tutto dipende dal nuovo ISEE.
Assegno Unico: a marzo arriva il ricalcolo con il nuovo ISEE 2026
Nei primi mesi dell’anno l’INPS ha iniziato ad applicare solo una parte delle novità. A febbraio, infatti, sono stati accreditati gli importi rivalutati dell’Assegno Unico con l’adeguamento all’inflazione, pari all’1,4%. Quella rata però era ancora calcolata sulla base dell’ISEE dell’anno precedente.
Con il pagamento di marzo avviene invece il passaggio decisivo: il sistema dell’INPS aggancia l’indicatore economico aggiornato presentato dalle famiglie. Da questo momento l’assegno viene calcolato con i nuovi dati e, salvo variazioni nel nucleo, resterà sostanzialmente lo stesso per il resto del 2026.
Per questo motivo la mensilità di marzo è considerata la più importante dell’anno.
Nuovo ISEE: cosa succede se è più basso, più alto o uguale
Quando l’INPS ricalcola l’Assegno Unico con il nuovo ISEE possono verificarsi tre situazioni diverse:
1.Se l’indicatore economico è più basso rispetto all’anno precedente, l’importo dell’assegno aumenta.
La misura infatti è strutturata in modo progressivo: al diminuire dell’ISEE cresce la quota riconosciuta per ciascun figlio. Ad esempio, con un ISEE 2026 di 20.000 euro l’assegno arriva a circa 191 euro al mese per i figli minorenni e 92,90 euro per quelli maggiorenni. L’anno scorso, con un ISEE più alto (25.000 euro), la stessa famiglia riceveva circa 161,90 euro per i minorenni e 78,90 euro per i maggiorenni.
2. La situazione opposta si verifica se il nuovo ISEE è più alto.
In questo caso la famiglia entra in una fascia economica diversa e l’assegno può ridursi. Per esempio, con un ISEE di 30.000 euro spettavano circa 136,60 euro al mese per un figlio minorenne; se nel 2026 l’ISEE sale a 35.000 euro, l’importo scende a circa 115,90 euro.
3. Infine c’è il caso più comune: quello in cui l’ISEE rimane quasi identico.
In questa situazione non ci sono cambiamenti rilevanti e l’assegno cresce solo leggermente per effetto della rivalutazione annuale. Con un ISEE di 20.000 euro, ad esempio, nel 2025 spettavano 186,70 euro al mese per i figli minorenni e 90,70 euro per i maggiorenni. Nel 2026, con lo stesso indicatore, l’importo sale rispettivamente a 191,90 euro e 92,90 euro.
Quando arrivano gli aumenti e le date di pagamento
Gli aumenti definitivi dell’Assegno Unico 2026 arrivano proprio con il pagamento di marzo, grazie all’aggancio del nuovo ISEE.
Secondo il calendario INPS, i pagamenti sono previsti tra il 19 e il 20 marzo, ma, come successo nei mesi scorsi, è possibile un anticipo al 18 marzo. Le date di accredito stanno iniziando a comparire sui Fascicoli Previdenziali dei beneficiari proprio in queste ore.
Le famiglie possono quindi aspettarsi di vedere già da metà marzo gli importi aggiornati, con eventuali aumenti rispetto a febbraio se il nuovo ISEE è più favorevole.
Perché l’importo di marzo diventa la base per tutto il 2026
Una volta applicato il nuovo ISEE, l’importo dell’Assegno Unico tende a rimanere stabile per i mesi successivi. Questo perché il sistema utilizza sempre gli stessi dati economici fino alla presentazione dell’ISEE dell’anno successivo. Di conseguenza la cifra definita a marzo diventa la base delle prossime rate.
Naturalmente possono esserci eccezioni se cambiano le condizioni familiari, come la nascita di un altro figlio, cambiamenti nel numero dei componenti del nucleo familiare o variazioni nella condizione dei figli, come il raggiungimento della maggiore età o il riconoscimento di una disabilità.
Se invece non si verificano novità di questo tipo, l’importo stabilito con la rata di marzo resterà il riferimento per tutti i pagamenti dell’Assegno Unico nel corso del 2026. Quindi, per esempio, chi a marzo 2026 riceve 203,80 euro a titolo di Assegno Unico (il massimo importo mensile), a meno che non ci siano cambiamenti li riceverà per tutto l’anno.




