Il Governo valuta un nuovo intervento per sostenere le famiglie alle prese con il caro carburanti. L’ipotesi che aveva dominato il dibattito nei giorni scorsi, cioè il taglio delle accise su benzina e gasolio, sembra infatti perdere forza. Al suo posto prende quota una misura più mirata: una carta dedicata ai carburanti destinata ai nuclei con redditi più bassi, sul modello della carta “Dedicata a te”. A riportare la notizia è Il Sole 24 Ore di venerdì 13 marzo.
L’obiettivo è quello di offrire un sostegno diretto a chi ha più difficoltà ad affrontare l’aumento dei prezzi alla pompa, evitando allo stesso tempo interventi generalizzati che richiederebbero risorse molto elevate.
Perché il Governo si allontana dal taglio delle accise
Durante un question time al Senato, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha spiegato che il taglio delle accise introdotto nel 2022 dal Governo Draghi ebbe un costo molto elevato per i conti pubblici. La misura arrivò a pesare quasi un miliardo di euro al mese, per un totale di oltre 8 miliardi tra marzo e dicembre 2022.
Secondo il ministro, quello sconto sui carburanti si rivelò poco efficace nel frenare l’aumento dei prezzi e, soprattutto, ebbe un effetto regressivo. Come evidenziato dall’Ufficio parlamentare di bilancio, i benefici furono maggiori per chi consumava più carburante, cioè per le famiglie con redditi più alti. Il 10% delle famiglie più benestanti ricevette aiuti fino a 6,5 volte superiori rispetto al decile più povero della popolazione.
Come potrebbe funzionare la carta carburanti
Per evitare questo squilibrio, il Governo starebbe valutando una misura più selettiva. L’idea è quella di replicare il meccanismo della carta “Dedicata a te”, introdotta nel 2023 per sostenere la spesa alimentare e poi estesa anche all’acquisto di carburanti con un contributo aggiuntivo di 77 euro.
In prospettiva, la nuova carta potrebbe essere destinata specificamente ai carburanti e rivolta alle famiglie con redditi più bassi. Parallelamente si valuta anche un intervento a favore del settore dell’autotrasporto, probabilmente attraverso un credito d’imposta.
Per ora non ci sono ancora decisioni definitive. Molto dipenderà dall’andamento del prezzo del petrolio, tornato a sfiorare i 100 dollari al barile, e soprattutto dalle risorse che il Governo riuscirà a reperire per finanziare la misura.




