Si sono aperte dalle ore 15 del 13 marzo le iscrizioni ai percorsi di specializzazione sul sostegno abbreviati erogati da Indire. La scadenza è fissata alle ore 13 del 20 marzo. Si tratta del secondo ciclo di questi percorsi, distinti dal TFA ordinario e pensati per rispondere alla carenza di docenti specializzati. Ma, accanto agli aspetti tecnici, torna forte anche il dibattito politico e professionale sul valore del titolo, sulla durata dei corsi e soprattutto sulla parificazione del punteggio nelle GPS.
Iscrizioni Indire aperte fino al 20 marzo
Le domande già aperte riguardano soltanto i percorsi gestiti direttamente da Indire. Le università, sia tradizionali sia telematiche, stanno invece pubblicando i propri bandi con calendari autonomi.
Tra gli atenei citati ci sono, ad esempio, Pegaso e Mercatorum, ma anche università statali come Modena e Reggio Emilia, Reggio Calabria e Cassino. Per questo motivo, chi è interessato deve controllare attentamente le scadenze del singolo ente scelto.
Chi può accedere ai percorsi abbreviati
I percorsi si dividono in due grandi canali. Da una parte ci sono quelli destinati ai docenti con almeno tre anni di servizio su sostegno negli ultimi otto anni, purché svolti nello stesso grado scolastico per cui si chiede la specializzazione.
Dall’altra ci sono i percorsi rivolti a chi ha conseguito un titolo estero e ha presentato domanda di riconoscimento entro il 24 aprile 2025, con procedimento ancora pendente o sfociato in contenzioso. In questo caso, però, per iscriversi occorre rinunciare alla procedura di riconoscimento del titolo estero.
Durata, crediti e costi dei corsi
Per i triennalisti il percorso prevede 40 CFU. Le attività si svolgono prevalentemente in modalità telematica sincrona, con una quota massima del 10% in asincrono solo per gli insegnamenti. I laboratori restano esclusivamente sincroni.
Il costo massimo è di 1.300 euro, mentre per la sola domanda Indire è previsto un contributo iniziale di 116 euro. Per i titoli esteri il costo cambia: 1.500 euro per il percorso da 48 CFU e 900 euro per quello da 36 CFU.
Il vero nodo: stesso punteggio nelle GPS
Ed è proprio qui che si concentra la polemica. Secondo quanto evidenziato dagli esperti il punto più discusso non è solo la durata ridotta del percorso, ma il fatto che questa specializzazione venga valutata nelle GPS come il TFA ordinario.
Da qui nasce lo scontro tra docenti. Tuttavia, il tema centrale resta un altro: non tanto la scelta dei candidati di cogliere un’opportunità, quanto le decisioni dell’amministrazione e l’assenza di un serio monitoraggio sulla qualità reale della formazione e del lavoro svolto poi in classe.




