Chi percepisce l’Assegno di Inclusione deve comunicare ogni variazione di reddito e della propria situazione economica. Il caso emerso recentemente a Benevento, con dieci persone segnalate e oltre 170 mila euro percepiti indebitamente, mostra cosa può accadere quando questo obbligo non viene rispettato.
Vediamo nel dettaglio.
Assegno di Inclusione, il caso di Benevento
Dall’inizio dell’anno i militari della Guardia di Finanza di Benevento hanno intensificato i controlli sulle prestazioni sociali, verificando la posizione di diversi nuclei familiari percettori di sostegni al reddito.
Le verifiche, condotte anche dalle Tenenze sul territorio, hanno portato alla segnalazione di dieci persone all’autorità giudiziaria per aver percepito indebitamente oltre 170 mila euro tra Reddito di Cittadinanza e Assegno di Inclusione.
Secondo quanto emerso, in alcuni casi sarebbero state presentate dichiarazioni false o utilizzati documenti non corretti. In altri, invece, il problema è stato più “silenzioso” ma altrettanto rilevante: informazioni non aggiornate, redditi non comunicati o variazioni mai segnalate. Proprio queste omissioni hanno gonfiato illecitamente l’importo dei benefici percepiti.
Obbligo continuo di comunicare i redditi: cosa dice l’INPS e cosa si rischia
Il punto centrale, chiarito dall’INPS, è che il diritto all’Assegno di Inclusione non è definitivo. Vale solo se i requisiti vengono mantenuti nel tempo. Questo significa che chi riceve il beneficio deve comunicare ogni variazione delle condizioni economiche e lavorative durante tutta l’erogazione. Non è una formalità né una scelta: è un obbligo continuo.
Per accedere all’AdI, infatti, occorre avere un ISEE non superiore a 10.140 euro e un reddito inferiore ad una soglia di 6.500 euro annui moltiplicata per il corrispondente parametro della scala di equivalenza di cui in seguito. Superare tali soglie significa perdere il diritto al beneficio.
Per questo motivo INPS vuole conoscere per tempo ogni variazione reddituale e patrimoniale (oltre che familiare) del nucleo percettore: per essere sicuro che l’AdI spetti ancora.
Entro quando comunicare i cambiamenti per mantenere l’Assegno di Inclusione
Le regole sono molto precise e arrivano dal Decreto Lavoro 2023:
- le variazioni (come un nuovo lavoro o un reddito) vanno comunicate entro 15 giorni;
- se cambia la composizione del nucleo familiare, bisogna aggiornare la DSU entro un mese.
Non rispettare queste scadenze non è una semplice irregolarità formale: può portare direttamente alla perdita del beneficio.
Perché i redditi incidono direttamente sull’importo AdI
Quando un reddito non viene comunicato, l’effetto è immediato: l’importo dell’Assegno di Inclusione può risultare più alto del dovuto, perché la prestazione è calcolata proprio sulla differenza tra il reddito familiare e una soglia stabilita dalla legge (6.500 euro, appunto). Se il reddito aumenta e non viene dichiarato, si crea un’erogazione indebita.
A quel punto INPS fa scattare:
- prima la sospensione,
- e poi, se la situazione non viene sanata, la decadenza definitiva.
- Nel caso in cui l’irregolarità venga accertata, entra in gioco anche l’obbligo di restituzione delle somme percepite.
Ecco perché comunicare tutto è fondamentale, anche quando si pensa che si tratti di cifre “piccole”.
Le sanzioni penali
Ma il passaggio più delicato è quello penale. La legge distingue tra chi fornisce dichiarazioni false e chi omette comunicazioni dovute: nel primo caso si rischiano dai 2 ai 6 anni di carcere, nel secondo da 1 a 3 anni.
Come detto, ogni variazione può incidere sull’importo dell’Assegno di Inclusione e deve essere dichiarata, anche le entrate considerate “minori” o non ufficiali.
Il caso di Benevento lo dimostra chiaramente: tra le irregolarità contestate c’è proprio la mancata comunicazione di informazioni dovute. Un dettaglio che può sembrare secondario, ma che in realtà è decisivo per continuare a percepire correttamente l’Assegno di Inclusione ed evitare conseguenze ben più pesanti.
La regola da ricordare per non rischiare
Alla luce delle norme e dei controlli, c’è un principio semplice: chi percepisce l’Assegno di Inclusione deve comunicare sempre ogni reddito o variazione. Non farlo significa esporsi a:
- perdita del beneficio,
- restituzione dei soldi,
- nei casi più gravi, conseguenze penali.
Un obbligo continuo, che non finisce con la domanda ma accompagna tutto il periodo di erogazione del sostegno.




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