Il bonus per moto e motorini elettrici e ibridi è tornato anche nel 2026, attirando subito un’enorme attenzione. Un incentivo pensato per favorire la mobilità sostenibile e ridurre le emissioni, ma che ancora una volta ha registrato un successo immediato. Infatti è andato esaurito in pochissimo tempo, lasciando molti utenti con una domanda concreta: e adesso cosa posso fare?
Prima di tutto è importante chiarire un punto fondamentale che spesso crea confusione: il bonus non si richiede direttamente, ma passa sempre dai concessionari. Vediamo quindi come funziona davvero il meccanismo e quali sono i passi da seguire ora.
Come funziona il bonus moto 2026
L’ecobonus è un incentivo statale dedicato all’acquisto di veicoli a due, tre o quattro ruote a basso impatto ambientale. È valido per mezzi nuovi di fabbrica, elettrici o ibridi, appartenenti alle categorie:
- L1e (ciclomotori),
- L2e,
- L3e (motocicli),
- L4e,
- L5e,
- L6e (quadricicli leggeri),
- L7e (quadricicli pesanti).
Il contributo viene applicato direttamente come sconto sul prezzo di acquisto, senza ISEE, ed è calcolato in percentuale:
- 30% del prezzo, fino a un massimo di 3.000 euro, senza rottamazione.
- 40% del prezzo, fino a un massimo di 4.000 euro, con rottamazione di un vecchio veicolo.
La gestione operativa della misura è affidata a Invitalia per conto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, e sono i concessionari a prenotare il bonus per conto del cliente.
La domanda da parte del concessionario
L’ecobonus moto non prevede una domanda diretta da parte del cittadino. Tutta la procedura viene gestita dal concessionario tramite la piattaforma ufficiale del Ministero.
In pratica:
- L’utente sceglie il veicolo (elettrico o ibrido nuovo).
- Il concessionario accede alla piattaforma Ecobonus.
- Prenota il contributo a nome del cliente.
- Applica lo sconto direttamente in fattura.
Questo significa che il bonus non arriva dopo, ma è immediato al momento dell’acquisto.
Domande aperte… e subito chiuse
Le prenotazioni sono state aperte per i concessionari alle ore 12 del 18 marzo 2026. Ma il tempo di avvio è bastato appena: nel giro di poche ore tutte le risorse disponibili risultavano già impegnate.
Un vero e proprio assalto al bonus, che ha confermato quanto sia alta la domanda per questo tipo di incentivi. Il Ministero ha già avviato le verifiche per evitare eventuali fenomeni di accaparramento o utilizzi non corretti delle prenotazioni.
Cosa dovevano fare gli utenti (prima dell’esaurimento)
Chi è riuscito a ottenere il bonus ha seguito una procedura molto semplice:
- contattare un concessionario aderente,
- scegliere un modello idoneo (categorie L1e–L7e),
- confermare l’acquisto,
- lasciare che il rivenditore prenotasse il contributo.
Infatti è sempre il venditore a occuparsi della prenotazione sulla piattaforma ministeriale.
Bonus esaurito: cosa puoi fare adesso
Chi invece non è riuscito a rientrare nei fondi 2026, ha comunque alcune opzioni:
- Verificare con il concessionario: non tutte le prenotazioni vanno a buon fine. Il Ministero effettua controlli e alcune potrebbero essere annullate, liberando risorse. Per questo motivo conviene contattare subito un concessionario e chiedere se ci sono fondi “sbloccati” o nuove disponibilità.
- Mettersi in lista o bloccare l’acquisto: alcuni concessionari tengono liste interne o permettono di bloccare il veicolo in attesa di nuovi fondi. Questo può aiutare a essere tra i primi se il bonus viene rifinanziato.
- Aspettare nuovi incentivi: il 2026 è l’ultimo anno del piano attuale, ma sono già previste nuove misure dal 2027 (un finanziamento da 90 milioni di euro e il 20% di sconto per gli acquisiti senza rottamazione e il 30% per quelli con rottamazione).
- Valutare offerte alternative: in assenza del bonus statale, molti concessionari propongono incentivi locali o regionali, sconti diretti o finanziamenti agevolati.
Un copione già visto con altri bonus
Non è la prima volta che un incentivo statale va esaurito in tempi record. Negli ultimi anni è successo più volte anche con altre misure molto richieste, come:
- il bonus elettrodomestici, per l’acquisto di nuovi elettrodomestici a basso consumo energetico;
- il bonus psicologo, per le sessioni di psicoterapia presso professionisti abilitati.
In tutti questi casi, la combinazione tra fondi limitati e alta richiesta ha portato a un esaurimento rapidissimo delle risorse.




