Chi sta aspettando una nuova opportunità per l’immissione in ruolo deve sapere che gli elenchi regionali sono ormai in arrivo.
La bozza di decreto è già stata pubblicata e l’apertura delle istanze è prevista nel mese di aprile. Si tratta quindi di una fase imminente e molto attesa per ogni docente interessato alla stabilizzazione.
Quando vengono utilizzati gli elenchi regionali
Gli elenchi regionali non rappresentano il primo canale di accesso al ruolo. Vengono utilizzati solo dopo l’esaurimento delle graduatorie ordinarie. Prima si procede infatti con le GAE al 50% e con le graduatorie dei concorsi per il restante 50%.
Resta però aperta una questione importante: il rapporto con le GPS sostegno. Al momento non esiste una indicazione esplicita nel decreto, ma l’interpretazione più diffusa è che gli elenchi regionali vengano utilizzati prima delle nomine annuali finalizzate al ruolo da GPS sostegno.
Chi può iscriversi agli elenchi regionali
Può presentare domanda ogni docente che ha superato tutte le prove di un concorso ordinario bandito dal 2020 in poi. Rientrano quindi:
concorso ordinario 2020 svolto nel 2022
concorsi STEM
concorso educazione motoria primaria
concorsi PNRR1 e PNRR2
È però necessario che la graduatoria di merito sia stata pubblicata entro il 10 dicembre 2025. Chi supera il concorso PNRR3 non potrà inserirsi per questa annualità.
Ogni docente dovrà inoltre scegliere una sola regione, anche diversa da quella di partecipazione al concorso.
Come funziona il punteggio e le criticità
Il punteggio sarà calcolato esclusivamente sulle prove concorsuali. Verranno quindi sommati scritto e orale, oppure calcolata la media tra orale e prova pratica, se prevista.
Non saranno valutati titoli, servizi, certificazioni o ulteriori lauree. La scelta del Ministero nasce dall’esigenza di evitare differenze tra regioni nella valutazione dei titoli.
Tuttavia resta un nodo critico: in un sistema nazionale, le differenze interpretative tra territori non dovrebbero esistere. Ed è proprio su questo aspetto che si concentra il dibattito tra i docenti.




