Il rinnovo del contratto del comparto istruzione 2025-2027 è ormai alle battute finali. Dopo mesi di trattative, l’accordo tra governo e sindacati è vicino.
Secondo quanto riportato da Il Messaggero del 20 marzo, la firma potrebbe arrivare già entro aprile. Questo significa che gli effetti in busta paga potrebbero vedersi a breve.
Si tratta di un passaggio atteso da tempo. I lavoratori del settore aspettano da mesi un segnale concreto sugli stipendi. Ora quel momento sembra davvero vicino.
Non solo scuola: coinvolti anche i lavoratori dei conservatori e dell’AFAM
Quando si parla di aumenti, molti pensano solo alla scuola. In realtà il rinnovo riguarda l’intero comparto Istruzione e Ricerca.
Questo include:
- docenti
- personale ATA
- personale AFAM
Rientrano quindi anche i docenti dei conservatori statali di musica. Coinvolto anche il personale amministrativo e tecnico degli istituti artistici.
È un aspetto spesso poco evidenziato. Ma riguarda una parte importante dei lavoratori del settore pubblico.
Aumenti fino a 143 euro al mese: quanto cambia davvero lo stipendio
Il punto centrale dell’accordo è l’aumento degli stipendi. L’incremento medio previsto è di circa 143 euro al mese.
Non tutti riceveranno la stessa cifra. L’importo varia in base a:
- ruolo
- anzianità
- posizione economica
I sindacati, però, restano critici. Secondo loro, queste cifre non bastano a recuperare il potere d’acquisto perso con l’inflazione.
Arretrati in arrivo e importi da verificare
Oltre agli aumenti mensili, arrivano anche gli arretrati. La cifra media è di circa 1.600 euro maturati a decorrere da gennaio 2025 fino a tutto aprile 2026 secondo quanto riporta Il Messaggero. In base a precedenti calcoli di TuttoLavoro24.it importi arrivavano a 700 euro per i docenti con anzianità maggiore. I prossimi giorni saranno utili a capire quali sono gli importi esatti in arrivo, a seguito di ulteriori approfondimenti.
Se la parte economica del contratto venisse firmata ad aprile, gli arretrati potrebbero essere pagati già a decorrere da giugno 2026.
Accordo vicino ma restano tensioni: il tema inflazione non è risolto
L’accordo è vicino, ma non mancano le polemiche.
I sindacati continuano a sottolineare un punto chiave. Gli aumenti non compensano completamente l’inflazione degli ultimi anni.
Il governo, invece, punta a chiudere rapidamente il rinnovo. L’obiettivo è dare stabilità al settore e passare ai nuovi contratti.
La firma sarà quindi un passaggio importante. Ma non sarà la fine del confronto.
Tabella riassuntiva





