Scuola, Settimana Cortissima: Stop 23-24 Marzo e Nuovo Blocco il 27 con lo Sciopero Nazionale

La scuola italiana si prepara a vivere una settimana anomala, con lezioni ridotte, plessi chiusi e una nuova giornata di protesta nazionale. Tra chiusure legate al referendum costituzionale e lo sciopero proclamato per il 27 marzo, studenti, famiglie e lavoratori del comparto Istruzione dovranno fare i conti con un calendario particolarmente corto e frammentato.

Scuole chiuse il 23 e 24 marzo dopo il referendum

Si parte subito con due giornate di stop. Lunedì 23 e martedì 24 marzo resteranno infatti chiusi molti istituti scolastici che sono stati utilizzati come seggi elettorali per il referendum costituzionale. Gli italiani potranno esprimere il loro voto domenica 22 e lunedì 23 marzo. Martedì 24 marzo è la giornata di ripristino delle aule e degli ambienti scolastici.

Come avviene in questi casi, i plessi necessitano di operazioni di riordino, pulizia e ripristino degli spazi prima della ripresa delle attività didattiche. Questo comporterà la sospensione delle lezioni in numerose scuole su tutto il territorio nazionale.

Di fatto, per molti studenti si tratterà di un avvio settimana senza lezioni.

Il 27 marzo sciopero nazionale della scuola

La settimana corta sarà poi ulteriormente condizionata dallo sciopero nazionale proclamato dal sindacato SISA per venerdì 27 marzo 2026.

L’agitazione, comunicata dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, potrà incidere sul regolare svolgimento delle lezioni e anche sulle attività amministrative, con possibili disagi per famiglie e personale scolastico.

Non è escluso che in alcune scuole si registrino riduzioni di orario o sospensioni delle attività.

Le principali richieste del sindacato

Alla base dello sciopero ci sono diverse rivendicazioni, sintetizzate dal sindacato promotore.

Tra i punti principali emerge la richiesta di un cambio radicale nella governance scolastica, con l’abolizione del concorso per dirigenti scolastici e l’introduzione di una figura elettiva scelta dai docenti.

A questo si affiancano le richieste di assunzioni immediate su tutti i posti vacanti, sia per i docenti sia per il personale ATA, e la creazione di un ruolo unico docente con uguale orario e salario per tutti i gradi di scuola.

Stipendi, formazione e pensioni tra i nodi centrali

Non meno rilevanti le richieste economiche. Il sindacato chiede aumenti salariali di almeno il 20% per recuperare l’inflazione accumulata negli ultimi anni e una riduzione dei costi per l’accesso ai percorsi abilitanti TFA.

Tra le altre proposte figurano anche l’introduzione di nuove lingue come arabo, russo e cinese nelle scuole superiori e misure per il pensionamento anticipato del personale docente e ATA con invalidità, senza vincoli anagrafici ma con requisiti contributivi minimi. Ecco il comunicato del Mim che conferma l’astensione collettiva per venerdì 27 marzo 2026: