Molti aspiranti docenti si stanno chiedendo quando sarà possibile partecipare al prossimo concorso. Il tema è diventato centrale dopo la conclusione della fase dei concorsi legati al PNRR. I tre bandi previsti sono ormai chiusi o in fase di completamento, e questo apre inevitabilmente il dibattito su cosa accadrà nei prossimi mesi.
Dal punto di vista normativo, una risposta esiste. L’articolo 59 comma 10 del decreto Sostegni bis prevede che i concorsi per infanzia, primaria e secondaria vengano banditi con cadenza annuale. Tuttavia, questo non significa automaticamente che ogni anno ci sarà un concorso per tutti, in tutta Italia e per tutte le classi di concorso.
Graduatorie PNRR e posti già assegnati: il vero nodo dei tempi
Ed è proprio qui che entra in gioco la realtà. I posti messi a bando con il concorso PNRR3 non sono tutti immediatamente disponibili. In molti casi si tratta di cattedre previste per i prossimi anni.
Questo significa che i vincitori, pur avendo diritto all’immissione in ruolo, potrebbero non essere assunti subito. In alcune situazioni si dovrà attendere anche l’anno successivo.
Di conseguenza, finché le graduatorie dei concorsi PNRR non saranno smaltite — tra vincitori e idonei — diventa difficile immaginare nuovi bandi su larga scala. I tempi dei prossimi concorsi dipendono quindi più dallo scorrimento delle graduatorie che dalla previsione normativa.
Dove potrebbero uscire nuovi concorsi e chi rischia di restare fuori
Nonostante questo scenario, non si può escludere del tutto l’uscita di nuovi concorsi. La situazione è estremamente variabile.
Ci saranno regioni e classi di concorso in cui:
- i vincitori saranno assunti subito
- verranno utilizzati anche gli idonei
- resteranno comunque posti vacanti
In questi casi, potrebbero essere bandite nuove procedure già dal prossimo anno, ma in modo selettivo e non generalizzato.
Al contrario, in altre realtà con pochi posti o graduatorie già piene, i nuovi concorsi potrebbero slittare.
Un altro elemento fondamentale riguarda la platea dei partecipanti. Il sistema di reclutamento è ormai legato ai percorsi abilitanti. Chi non ha ancora conseguito i 60 CFU o non è riuscito a rientrare nei bandi PNRR rischia di restare temporaneamente escluso, almeno fino all’apertura di nuove finestre formative.
Come cambiano le prove: possibile ritorno alle domande aperte
Guardando alla struttura dei prossimi concorsi, la prova scritta dovrebbe restare centrata su discipline, metodologie didattiche e normativa scolastica. Tuttavia, il Ministero potrebbe modificarne la modalità, passando dai quiz a risposta multipla a domande aperte.
Questo comporterebbe tempi di correzione più lunghi. Proprio per questo, potrebbe essere introdotta una prova preselettiva.
La prova orale, invece, dovrebbe rimanere invariata, con lezione simulata e verifica delle competenze disciplinari.
Ad oggi non esistono annunci ufficiali su nuovi bandi, ma il quadro è in evoluzione e dipenderà soprattutto dal fabbisogno reale di docenti nei territori.




