Con le novità introdotte dalla riforma dell’invalidità civile, il certificato medico introduttivo è diventato il documento centrale per avviare l’iter di valutazione dell’INPS. La scadenza per l’invio delle domande stava per essere un ostacolo per molti cittadini, ma l’INPS con il messaggio numero 990 del 20 marzo 2026 ha prorogato il termine.
Questa modifica è fondamentale per chi risiede nelle 40 province coinvolte nella sperimentazione: permette di non perdere la possibilità di avviare correttamente la pratica senza errori burocratici. Vediamo meglio nel dettaglio.
La riforma dell’invalidità civile: cosa cambia dal 1° marzo 2026
Dal 1° marzo 2026, in 40 province selezionate, la valutazione dell’invalidità civile segue nuove regole:
- Il certificato medico introduttivo diventa il punto di partenza dell’iter.
- Non serve più inviare separatamente la domanda amministrativa, perché il certificato genera automaticamente la pratica.
- L’INPS diventa l’unico soggetto responsabile della valutazione.
In sostanza, l’attenzione si concentra sul certificato: se compilato correttamente, la pratica procede senza intoppi. Errori o documentazione incompleta, invece, possono rallentare o compromettere la valutazione.
A cosa serve il certificato medico introduttivo
Il certificato medico non è solo un documento preliminare:
- descrive le menomazioni e le limitazioni funzionali del richiedente;
- documenta eventuali patologie gravi o oncologiche;
- permette all’INPS di aprire ufficialmente la pratica e convocare la visita, se necessaria.
In pratica, è il fulcro dell’intera procedura: senza di esso la domanda non può essere presa in carico. Per questo motivo è fondamentale che a redigerlo non sia il cittadino, bensì il medico di medicina generale, uno specialista abilitato o un pediatra.
La nuova scadenza per l’invio del certificato
Possono inviare il certificato tutti i cittadini residenti o domiciliati nelle province indicate dall’articolo 7 del decreto-legge n. 19/2026.
La scadenza per farlo è il 31 marzo 2026. La proroga si è resa necessaria, spiega l’INPS, per via delle tempistiche ravvicinate tra la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del suddetto decreto-legge, avvenuta il 19 febbraio 2026, e l’avvio della terza fase della sperimentazione dal 1° marzo 2026. Questo consente a chi ha avuto difficoltà nei primi giorni di marzo di inviare la domanda senza rischiare di perdere i diritti.
Il messaggio INPS chiarisce che la riapertura riguarda esclusivamente chi:
- aveva già trasmesso il certificato secondo le modalità precedenti entro il 28 febbraio 2026;
- non ha ancora inviato il nuovo certificato valido per l’avvio dell’iter secondo il decreto legislativo n. 62/2024.
Implicazioni pratiche della proroga al 31 marzo
La proroga al 31 marzo offre una vera boccata d’aria per chi non è riuscito a inviare il certificato medico entro il termine iniziale del 28 febbraio. In pratica:
- Nessuna perdita di diritto: i cittadini che inviano ora il certificato rientrano comunque nella procedura di valutazione.
- Più tempo per controllare i documenti: è possibile verificare che il certificato sia completo e corretto, riducendo il rischio di errori che potrebbero rallentare la pratica.
- Iter più sicuro e lineare: chi risiede nelle 40 province coinvolte può far partire la domanda senza dover ripetere passaggi o inviare certificati doppi.
In sostanza, chi approfitta della proroga può avviare la pratica in tutta sicurezza, evitando problemi burocratici e garantendosi la possibilità di ricevere il riconoscimento dell’invalidità civile senza intoppi.




