Si avvicina un termine cruciale per molte aziende e per i lavoratori impiegati in mansioni particolarmente faticose. Chi svolge attività usuranti – lavori pesanti o stressanti – può infatti godere di pensione anticipata, ma solo se i dati richiesti vengono trasmessi correttamente entro la fine del mese.
Rispettare questa scadenza non è un dettaglio burocratico: è il passaggio necessario per garantire ai dipendenti i loro diritti futuri.
Pensione anticipata per chi fa lavori pesanti
Alcune mansioni comportano un impegno fisico e mentale maggiore rispetto alla media: lavori in ambienti difficili, con turni pesanti o in condizioni rischiose. Come i lavoratori metalmeccanici che svolgono lavoro notturno e turni.
La legge riconosce questo impegno, consentendo a chi svolge attività usuranti o gravose di andare in pensione prima degli altri.
Per farlo, però, occorre che le attività siano regolarmente registrate e comunicate al sistema previdenziale. Senza questo passaggio, il diritto alla pensione anticipata potrebbe non essere riconosciuto.
Chi rientra tra i lavoratori usuranti
I lavoratori interessati appartengono a diverse categorie, accomunate da condizioni lavorative impegnative. Tra le principali troviamo:
- chi lavora in miniere, cave, gallerie o spazi stretti;
- addetti a processi ad alte temperature o rischiosi;
- lavoratori che operano su turni notturni continuativi;
- chi lavora su linee di produzione a catena;
- autisti di mezzi pubblici con elevata responsabilità e carico di passeggeri.
Si tratta di mansioni fisicamente o mentalmente gravose, che la normativa premia con percorsi pensionistici agevolati.
Pensione anticipata: quanti anni servono?
Gli addetti ad attività usuranti, se in possesso di almeno 30 anni di contributi, potranno accedere alla pensione di vecchiaia con 66 anni e 7 mesi, senza subire l’incremento legato all’adeguamento alla speranza di vita.
Per le attività gravose, la situazione cambia in base alla continuità del lavoro svolto:
- chi ha almeno sette anni negli ultimi dieci in mansioni gravose potrà andare in pensione a 66 anni e 7 mesi;
- chi invece ha sei anni negli ultimi sette accederà a 67 anni, evitando solo i nuovi aumenti ma non quelli già scattati in passato.
Perché la comunicazione annuale è fondamentale
Per andare in pensione prima, non basta svolgere il lavoro usurante: l’azienda deve registrare e trasmettere ogni anno le informazioni relative alle attività dei dipendenti. In queste settimane le aziende metalmeccaniche sono coinvolte da questi adempimenti.
In particolare, occorre:
- indicare i periodi di lavoro usurante;
- comunicare i dati sul lavoro notturno e su alcune attività specifiche come il lavoro a catena.
Queste informazioni permettono all’INPS di calcolare correttamente il diritto alla pensione anticipata e garantiscono che il lavoratore possa far valere i benefici previsti dalla legge.
Scadenza 31 marzo 2026: cosa devono fare le aziende
Il termine da segnare è martedì 31 marzo 2026. Entro questa data i datori di lavoro devono:
- Compilare il modello LAV_US;
- Trasmettere i dati telematicamente tramite il portale Cliclavoro.
Gli adempimenti riguardano:
- Rilevazione delle attività usuranti (obbligo senza sanzione diretta);
- Comunicazione del lavoro notturno e a catena (obbligo con sanzioni amministrative).
Chi non rispetta i termini rischia multe tra 500 e 1.500 euro, quindi è fondamentale controllare con attenzione tutti i dati. Eventualmente ci si può rivolgere a consulenti del lavoro o a professionisti qualificati.




