Una novità che può incidere concretamente sulla pensione di molti lavoratori in divisa. Con un recente chiarimento, l’INPS ha aperto a una possibilità in più sul riscatto dei periodi di servizio, superando alcuni limiti che in passato avevano bloccato molte domande.
Vediamo cosa cambia davvero e chi può beneficiarne.
Cosa chiarisce l’INPS nel messaggio del 20 marzo
Con il messaggio n. 981 del 20 marzo 2026, l’INPS ha recepito quanto stabilito dalla Corte dei Conti (sentenza n. 8/2025), chiarendo le regole sul riscatto dei periodi di servizio militare e assimilati ai fini pensionistici.
Il punto centrale è questo: anche chi ha già raggiunto il limite massimo di 5 anni di maggiorazione pensionistica può comunque chiedere il riscatto.
Questo chiarimento risolve una situazione che aveva creato molte disparità. In passato, infatti, chi aveva già raggiunto i 5 anni veniva escluso. Mentre oggi invece può comunque ottenere il riscatto. In questo modo si ha più possibilità di valorizzare i periodi di servizio e si può aumentare l’importo della pensione.
Pensione: conta il momento della domanda
La novità più importante riguarda il momento in cui si presenta la domanda. Secondo le nuove indicazioni, infatti:
- il diritto al riscatto vale anche se hai già maturato i 5 anni di maggiorazione;
- non importa quando sono stati maturati questi anni (prima o dopo il 1998).
In pratica, cambia l’interpretazione: non conta più “quanto si è già accumulato”, ma il fatto che si abbia diritto al riscatto.
Come funziona lo “scomputo” dei periodi
C’è però una regola da rispettare: il limite massimo resta sempre di 5 anni complessivi.
Quindi, se si chiede il riscatto di un periodo “vecchio” (antecedente al 1998) e si hanno già 5 anni di maggiorazioni, l’INPS toglie (scomputa) una parte dei periodi più recenti per fare spazio a quello riscattato. Lo fa seguendo un criterio preciso: si parte dai periodi più recenti e si va indietro nel tempo.
Attenzione però, c’è un’eccezione importante: i periodi già riscattati e pagati non possono essere toccati.
Riscatto sulla pensione: chi può beneficiarne
Il beneficio riguarda diversi corpi e categorie, tra cui:
- i militari dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica per il servizio prestato in reparti e in unità di campagna nonché in operazioni di controllo dello spazio aereo), con percezione delle relative indennità;
- i militari della Marina a bordo di navi in armamento o in riserva;
- il personale della Polizia di Stato;
- i sottufficiali o militari di truppa del Corpo della guardia di finanza in servizio ai confini di frontiera terrestre;
- i militari addetti ai reparti di correzione o agli stabilimenti militari di pena.
Non solo servizio militare: attenzione anche al riscatto della laurea
Il messaggio INPS chiarisce inoltre un altro punto importante: sono considerati “servizio utile” anche il servizio militare e i periodi da allievo in scuole di formazione. Quindi anche questi possono essere inclusi nel riscatto ai fini pensionistici.
Ma per alcune categorie, come i Carabinieri, esiste anche la possibilità di riscattare la laurea gratuitamente, con effetti positivi sulla pensione. Ciò comporta, infatti, più anni utili contributivi, la possibilità di anticipare l’uscita e, soprattutto, un assegno pensionistico più alto.
Domande accolte e casi da riesaminare
Le nuove regole non valgono solo per il futuro. L’INPS ha chiarito che:
- le domande ancora in lavorazione devono essere valutate con queste regole;
- le domande respinte possono essere riesaminate (se i termini lo permettono).
In alcuni casi, è possibile anche presentare una nuova domanda.




