Abuso di Cassa Integrazione e finti Bonus agli Stagionali: si dimette la Ministra del Turismo

Dopo la vittoria del “No” al referendum che ha bocciato la riforma della Magistratura proposta dal governo guidato da Giorgia Meloni, arrivano le prime conseguenze politiche. A lasciare l’incarico è la ministra del Turismo Daniela Santanchè, in un passaggio che segna un punto di svolta nella tenuta dell’esecutivo.

Le dimissioni arrivano in un clima già teso e vengono lette da molti come una risposta politica al voto. Tuttavia, il caso Santanchè era da tempo al centro del dibattito pubblico, ben prima del referendum.

Una vicenda giudiziaria che si trascina da anni

La ministra dimissionaria è infatti da anni coinvolta in una complessa vicenda giudiziaria legata alle società del gruppo Visibilia, di cui è proprietaria. Il punto più recente è il rinvio a giudizio per il filone relativo alla cassa integrazione Covid.

Secondo l’accusa, alcuni lavoratori sarebbero stati posti formalmente in CIG a zero ore, continuando però a lavorare e a percepire l’indennità INPS al posto della normale retribuzione. A questo si aggiungono contestazioni che riguardano anche la gestione dei rapporti di lavoro, tra cui il tema del mancato versamento dei contributi previdenziali.

Non esistono al momento condanne definitive e nel nostro ordinamento chiunque è innocente fino a condanna definitiva, ma il procedimento è entrato nella fase processuale grazie a diverse testimonianze orali di lavoratori coinvolti. Le testimonianze, negli anni, avuto spazio anche in programmi TV come Report su Rai3 e Piazza Pulita su La7.

Dimissioni tardive e “capro espiatorio”

Proprio per la durata della vicenda, le dimissioni vengono definite da più parti tardive. Il caso Santanchè era noto da tempo e aveva già prodotto polemiche e richieste di un passo indietro.

In questo contesto, la sua uscita dal governo viene interpretata anche come quella di un possibile capro espiatorio, sacrificato dopo la sconfitta politica del referendum per contenere le tensioni interne alla maggioranza.

Il precedente dei bonus agli stagionali

A pesare sul giudizio politico complessivo ci sono anche le polemiche sui lavoratori stagionali del turismo. La ministra aveva spinto per l’introduzione di bonus fiscali con effetti economici in busta paga, considerati però “limitati” da sindacati e lavoratori, perchè subordinati alla disponibilità a lavorare di notte e nei festivi.

Un elemento che aveva già incrinato il rapporto con parte dell’opinione pubblica e che oggi torna al centro del confronto politico, insieme alle vicende giudiziarie.