Nonostante il taglio delle accise deciso dal governo, molti automobilisti continuano a fare rifornimento senza percepire un vero risparmio. Proprio in questi giorni, mentre i prezzi restano sotto osservazione e i pagamenti continuano a pesare sui bilanci delle famiglie, cresce una domanda semplice: il bonus benzina funziona davvero oppure no?
Facciamo il punto della situazione.
Cos’è il bonus benzina e perché è stato introdotto
Il cosiddetto “bonus benzina” non è un contributo diretto, ma una riduzione temporanea delle accise sui carburanti. Il governo ha deciso di intervenire per:
- contenere l’aumento dei prezzi legato alle tensioni internazionali,
- alleggerire i costi per famiglie e imprese,
- evitare rincari a catena su trasporti e beni.
Il taglio è stato di circa 25 centesimi al litro, applicato al momento fino all’8 aprile.
Prezzi reali: quanto costa oggi fare rifornimento
Nonostante il taglio, i numeri raccontano una realtà diversa da quella attesa. In molte zone d’Italia, infatti:
- il gasolio supera i 2,1 euro al litro: la media si aggira intorno ai 2,03 euro e in alcune aree (Nord e isole) si registrano picchi ancora più alti;
- in autostrada il prezzo medio arriva addirittura a circa 2,09 euro al litro;
- per la benzina il prezzo medio è circa 1,74 euro al litro
- e in autostrada supera 1,80 euro.
In pratica lo sconto esiste, ma è molto meno evidente di quanto ci si aspettasse.
Perché lo sconto si sente poco
Il punto centrale è questo: il taglio delle accise c’è stato, ma altri fattori hanno compensato il calo. Per esempio, l’aumento del prezzo del petrolio, i costi di distribuzione elevati e le dinamiche di mercato.
Inoltre, anche se le tasse incidono meno rispetto a prima, sulla benzina pesano ancora per circa il 45% del totale e sul diesel per oltre il 40%. Quindi il risparmio viene in parte “assorbito” dal resto del prezzo.
Secondo il Codacons, il beneficio per i consumatori sarebbe dunque molto ridotto:
- il pieno costa ancora diversi euro in più rispetto ai livelli normali,
- il risparmio effettivo è limitato,
- gli aumenti rischiano di annullare completamente lo sconto.
La stima è di un danno economico di circa 9 euro a pieno per gli automobilisti. L’allarme è chiaro: senza un’inversione rapida, il taglio delle accise rischia di diventare inutile.
Bonus benzina, le possibili mosse del governo
Dal governo arrivano segnali di attenzione. Intervenendo alla presentazione del rapporto di previsione Primavera 2026 del Centro Studi Confindustria, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha spiegato che «se la guerra non finisce saremo costretti a rinnovare la scelta di ridurre le accise, vediamo».
Secondo Tajani non è quindi esclusa una proroga del taglio delle accise, soprattutto se le tensioni continueranno a spingere i prezzi verso l’alto.
Di un altro avviso, invece, il viceministro all’Economia, Maurizio Leo: «Stiamo valutando ma non penso», ha risposto ai giornalisti.
Cosa può succedere dopo l’8 aprile
Lo scenario più temuto riguarda il periodo immediatamente successivo alla scadenza, quindi dall’8 aprile in poi. Senza la proroga del taglio delle accise:
- i prezzi potrebbero salire di circa 25 centesimi al litro,
- il diesel potrebbe superare anche i 2,5 euro al litro.
Un aumento che peserebbe subito su famiglie e trasporti. Vedremo quali saranno le mosse future.




