Il lavoro domestico rappresenta oggi un pilastro fondamentale per migliaia di famiglie. Parliamo di colf e badanti che assistono persone fragili e si occupano della gestione della casa.
Tuttavia, dietro questa realtà emergono criticità importanti: difficoltà nel reperire personale qualificato, costi elevati e scarsa informazione. E’ quanto emerge dalle testimonianze degli operatori CAF CISL intervistati dal Tg Regione in onda su Rai3.
Costi elevati: fino a 1600-1700 euro al mese
Uno degli aspetti principali riguarda il costo dell’assistenza. Secondo quanto evidenziato dagli operatori del CAF CISL, una badante convivente che assiste una persona non autosufficiente può arrivare a costare tra i 1600 e i 1700 euro al mese.
Si tratta di un costo complessivo che include non solo lo stipendio, ma anche contributi INPS, tredicesima, ferie e TFR.
Nel caso di un rapporto a ore, invece, la spesa media si aggira intorno agli 11-12 euro l’ora, sempre considerando il costo totale per il datore di lavoro.
Mancano formazione e curriculum: il problema della scelta
Accanto ai costi, emerge una criticità ancora più complessa: trovare la persona giusta. Le famiglie si trovano spesso in difficoltà perché non esistono canali istituzionali efficienti per la selezione del personale.
Il sistema si basa ancora in gran parte sul passaparola.
Inoltre, molte aspiranti badanti non dispongono di un curriculum, di una scheda professionale o di referenze verificabili. Questo rende difficile valutare competenze ed esperienza, soprattutto considerando che si tratta di lavoratori chiamati ad assistere persone fragili.
Domanda superiore all’offerta e lavoro poco regolato
Un altro nodo riguarda il mercato del lavoro domestico. Le richieste delle famiglie sono oggi molto più alte rispetto alla disponibilità di lavoratori.
Questa situazione aumenta le difficoltà di selezione e, in alcuni casi, favorisce rapporti irregolari.
I CAF sottolineano invece l’importanza della regolarizzazione: non solo per evitare sanzioni, ma soprattutto per garantire tutele sia al lavoratore che alla famiglia, in caso di infortuni o controversie.
Informazione e consapevolezza: il primo passo
Infine, il punto centrale resta l’informazione. Le famiglie devono essere consapevoli che assumere una badante significa instaurare un vero rapporto di lavoro subordinato.
Questo comporta diritti precisi: riposi, ferie, riconoscimento delle festività, contributi.
Solo attraverso scelte informate e una maggiore attenzione alla formazione si può migliorare un settore sempre più essenziale per la società.




