Il lavoro nei giorni superfestivi torna al centro del confronto tra imprese e sindacati. In Lombardia, diverse acciaierie – tra cui Feralpi, Ori Martin e Alfa Acciai – hanno scelto di mantenere attivi gli impianti durante Pasqua e Pasquetta, offrendo ai metalmeccanici incentivi economici rilevanti.
La decisione nasce da una proposta di Terna: sfruttare un surplus di energia da fotovoltaico nei giorni festivi, evitando sprechi e garantendo alle aziende tariffe particolarmente vantaggiose.
Bonus fino a 1.800 euro: quanto guadagnano i lavoratori
Il punto centrale riguarda i compensi. Le aziende hanno messo sul tavolo cifre significative pur di incentivare i lavoratori ad aderire alla richiesta che riguarda anche le rimanenti giornate festive di aprile:
- fino a 1.800 euro per quattro giorni alla Alfa Acciai
- circa 300 euro a giornata alla Feralpi
- circa 450 euro per festività alla Ori Martin
Sono questi gli importi che hanno reso il lavoro festivo una scelta economicamente interessante, come detto proposta su base volontaria e con squadre ridotte. Il riposo sarà goduto in altra giornata infrasettimanale.
La presenza di incentivi consistenti ha favorito l’adesione dei lavoratori, trasformando una giornata festiva in un’opportunità di guadagno. Opportunità che ha spinto i sindacati a rimettere al centro il tema della sostenibilità dei tempi di lavoro e la conciliazione con i tempi di vita.
CCNL metalmeccanici: quali maggiorazioni sono previste
Oltre ai bonus aziendali, resta il riferimento del contratto nazionale.
Secondo il CCNL Federmeccanica:
il lavoro festivo è retribuito con una maggiorazione del 50% se svolto in turnazione, la maggiorazione può essere inferiore ma resta comunque prevista una indennità specifica le ore lavorate nei festivi possono inoltre essere compensate anche con riposi.
Queste regole rappresentano la base minima di tutela economica per i lavoratori.
Sindacati cauti: “Non può diventare la normalità”
Sul fronte sindacale, Fim e Fiom – aziende che rappresentano i lavoratori in queste aziende – hanno espresso una posizione prudente. Non si tratta di un rifiuto netto, ma della richiesta di evitare che il lavoro festivo diventi una prassi stabile.
Il tema, infatti, non è solo economico. Riguarda anche la tutela del tempo libero l’equilibrio tra vita e lavoro la necessità di una programmazione industriale più strutturata e certa.
Le stesse aziende riconoscono il limite. Se queste soluzioni dovessero ripetersi, sarà necessario un confronto formale con le organizzazioni sindacali.
Nel frattempo, resta un dato concreto: tra caro energia e incentivi elevati, il lavoro festivo per molti metalmeccanici è diventato una scelta possibile per fare i conti col rialzo dei prezzi. Mentre dall’altra parte si rivela un’opzione obbligata da parte degli industriali che vogliono tentare di limitare i costi energetici in una fase di forte rialzo.



