Statali, Buoni Pasto a 10 Euro: Cosa Può Cambiare dall’8 Aprile

Nel pieno delle trattative per il rinnovo del CCNL Funzioni Centrali 2025–2027, torna al centro del confronto il tema dell’aumento dei buoni pasto nella Pubblica Amministrazione. Tra le ipotesi sul tavolo c’è quella di portare il valore dei ticket da 7 euro a 10 euro, allineandolo agli standard già previsti nel settore privato.

L’obiettivo è rafforzare il potere d’acquisto dei dipendenti pubblici in un contesto caratterizzato da un aumento significativo del costo della vita, in particolare per i beni alimentari.

Buoni pasto nella PA: perché si punta ai 10 euro

Attualmente il valore dei buoni pasto nelle Funzioni Centrali è fermo a 7 euro, senza aggiornamenti da oltre un decennio. Nel frattempo:

  • la soglia esentasse nel settore privato è salita a 10 euro;
  • l’inflazione alimentare ha registrato un aumento del +24,9% tra il 2012 e il 2025;
  • il valore reale dei ticket si è progressivamente ridotto.

Per questo motivo, nel confronto sul rinnovo contrattuale si sta valutando un adeguamento che consenta di recuperare almeno in parte la perdita di potere d’acquisto.

La proposta sul tavolo: aumento e allineamento al privato

Tra le proposte avanzate nella trattativa, una delle più rilevanti – sostenuta anche da Confintesa FP – prevede:

  • l’eliminazione del limite dei 7 euro;
  • l’innalzamento del valore dei buoni pasto a 10 euro esentasse.

L’impatto per i lavoratori sarebbe concreto:

  • +3 euro al giorno
  • fino a +690 euro netti all’anno

Un incremento che, essendo esentasse, si tradurrebbe in un aumento diretto del reddito disponibile.

Tabella riassuntiva: buoni pasto oggi e possibile aumento

Buoni pasto e smart working: cosa prevede il contratto

Un elemento già acquisito riguarda il riconoscimento dei buoni pasto anche nelle giornate di lavoro agile. Con il CCNL Funzioni Centrali 2022–2024, firmato il 27 gennaio 2025, è stato introdotto per la prima volta questo diritto.

Resta però il nodo dell’applicazione uniforme, con situazioni diverse tra amministrazioni e segnalazioni di ritardi o mancata erogazione.

Le criticità ancora aperte

Oltre al valore dei buoni pasto, il confronto contrattuale dovrà affrontare anche altri aspetti:

  • ritardi nell’erogazione dei ticket;
  • difformità tra amministrazioni;
  • assenza di meccanismi automatici di aggiornamento.

Tra le ipotesi allo studio anche l’introduzione di strumenti per garantire tempi certi di pagamento e una rivalutazione periodica legata all’inflazione.