Se ne parlava sulla stampa di ieri a propostio dell’incontro Confindustria e Cgil, Cisl, Uil del giorno prima: Carlo Bonomi il neo presidente degli industriali non ha digerito l’accordo di rinnovo contrattuale dell’Industria Alimentare perchè ritiene gli aumenti retributivi non in linea con la situazione economica.
Ulteriori conferme su questa posizione arrivano oggi dalle parole del Segretario Generale UIL Pierparolo Bombardieri in una intervista concessa a il manifesto in Edicola:
“Confindustria non ha firmato il contratto degli alimentaristi considerando troppi i 119 euro di aumento e chiamando a rapporto Barilla, Ferrero, Danone e le categorie di impresa firmatarie. Cosa succede ora?
Nella maggior parte delle aziende il contratto è valido. Per Confindustria – e cioé Federalimentari – non è firmato. Se non lo firmeranno, abbiamo già mobilitato i lavoratori con un pacchetto di ore di sciopero per fine mese”.
Dunque, la situazione sarebbe la seguente: alcune categorie che compongono Federalimentare hanno firmato il rinnovo e intendono riconoscere gli aumenti retributivi, così anche buona parte delle aziende del settore. Confindustria, attraverso Federalimentare (la federazione che riunisce tutte le categorie del settore), ritiene invece il contratto non firmato e di non aver alcun obbligo di riconoscere gli aumenti concordati.




