Più soldi in busta paga per oltre un milione di lavoratori agricoli. È questa la novità principale contenuta nell‘ipotesi di rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale degli Operai Agricoli e Florovivaisti 2026-2029, che prevede aumenti degli stipendi, nuove tutele sociali e misure per favorire una maggiore stabilità occupazionale nel settore.
I primi effetti dell’accordo potrebbero vedersi già a partire dalle buste paga di giugno 2026, quando scatterà la prima tranche degli aumenti retributivi prevista dal rinnovo.
Chi ha firmato l’ipotesi di accordo
L’intesa è stata sottoscritta dalle organizzazioni sindacali Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil e dalle organizzazioni datoriali Confagricoltura, Coldiretti e Cia-Agricoltori Italiani.
Si tratta però di un’ipotesi di accordo: prima di diventare definitiva dovrà essere sottoposta alla consultazione e alla validazione delle lavoratrici e dei lavoratori del comparto agricolo e florovivaistico.
Stipendi più alti: quanto aumenta la busta paga
La misura più attesa riguarda gli aumenti salariali.
L’ipotesi di rinnovo prevede infatti una crescita complessiva delle retribuzioni pari al 5,1% nel biennio 2026-2027, che sarà erogata in due momenti:
- +3,4% dal 1° giugno 2026;
- +1,7% dal 1° gennaio 2027.
L’incremento interessa sia gli operai agricoli sia i florovivaisti e punta a sostenere il potere d’acquisto delle famiglie in un periodo ancora segnato dall’aumento del costo della vita.
Le parti hanno inoltre concordato un nuovo incontro nel settembre 2027 per verificare l’andamento dell’inflazione e valutare eventuali ulteriori interventi a tutela delle retribuzioni.
Chi riceverà il premio aggiuntivo dello 0,4%
Tra le novità più rilevanti figura una misura dedicata agli Operai a Tempo Determinato (OTD).
Dal 1° gennaio 2027 sarà riconosciuto un elemento aggiuntivo della retribuzione pari allo 0,4% ai lavoratori che avranno svolto attività presso la stessa azienda per almeno tre anni consecutivi e con non meno di 150 giornate lavorative annue.
L’obiettivo è valorizzare la continuità lavorativa e premiare i lavoratori che garantiscono esperienza e professionalità alle imprese agricole.
Meno precarietà e più stabilità nel lavoro agricolo
L’accordo introduce anche strumenti pensati per favorire percorsi occupazionali più continui.
Tra le novità previste vi è la possibilità di attivare, in via sperimentale, contratti con garanzia di durata triennale, oltre al rafforzamento delle convenzioni aziendali e interaziendali.
Misure che puntano a dare maggiori certezze ai lavoratori e a rispondere alle esigenze di un settore che fatica sempre più a reperire manodopera qualificata.
Nuove tutele per famiglie e lavoratori
Il rinnovo amplia anche il sistema di welfare contrattuale.
Tra le principali novità figurano:
- misure di sostegno per le lavoratrici vittime di violenza di genere;
- prestazioni dedicate agli operai affetti da patologie oncologiche o sottoposti a grandi interventi chirurgici;
- borse di studio per i lavoratori agricoli;
- interventi a sostegno della genitorialità.
Per gli operai agricoli a tempo indeterminato arrivano inoltre 8 ore annue di permesso retribuito per assistere genitori anziani non autosufficienti.
Più diritti per i lavoratori migranti
Una parte importante dell’accordo riguarda i lavoratori stranieri, che rappresentano una componente essenziale dell’agricoltura italiana.
Le nuove misure prevedono:
- 4 ore annue di permesso retribuito per le pratiche legate al permesso di soggiorno;
- possibilità di accumulare ferie e permessi per agevolare il rientro nel Paese di origine;
- traduzione del contratto nazionale e dei contratti provinciali in diverse lingue.
L’obiettivo è favorire una maggiore inclusione e garantire una più ampia conoscenza dei diritti contrattuali.
Contrasto al lavoro nero e allo sfruttamento
L’intesa rafforza anche il ruolo degli enti bilaterali agricoli territoriali e la collaborazione con la Rete del Lavoro Agricolo di Qualità.
L’obiettivo è promuovere legalità, sicurezza e trasparenza nel settore, contrastando fenomeni come il lavoro irregolare e il caporalato.
La decisione spetta ai lavoratori
Commentando l’intesa, la segretaria generale della Uila-Uil, Enrica Mammucari, ha sottolineato come il rinnovo rappresenti una risposta concreta alle esigenze di un settore in profonda trasformazione, con interventi che guardano sia alla tutela dei salari sia alla qualità del lavoro.
L’ultima parola spetterà ora alle lavoratrici e ai lavoratori del comparto, chiamati a esprimersi sull’ipotesi di accordo prima della sua approvazione definitiva.
Se il via libera arriverà dalle consultazioni, i primi aumenti in busta paga scatteranno già dal prossimo giugno.




