Sono iniziate le lavorazioni dell’Assegno di Inclusione relative alla mensilità di giugno. Molti beneficiari stanno infatti visualizzando sul Fascicolo previdenziale le disposizioni di pagamento che precedono l’accredito sulla Carta di Inclusione. Sebbene le lavorazioni fossero attese intorno al 15 giugno, numerose segnalazioni confermano che le procedure sono partite già da giovedì 11 giugno, con alcuni giorni di anticipo rispetto alle previsioni, come anticipato da TuttoLavoro24.it la scorsa settimana.
Si tratta di un passaggio importante perché la comparsa della lavorazione rappresenta uno dei principali indicatori dell’imminente erogazione della prestazione.
Lavorazioni visibili sul Fascicolo previdenziale
Accedendo alla propria area riservata sul sito INPS tramite SPID, CIE o CNS, nella mattina del 15 giugno molti percettori hanno già potuto verificare la presenza della lavorazione relativa alla mensilità di giugno.
Come avviene ogni mese, la lavorazione non coincide con il pagamento vero e proprio, ma segnala che l’Istituto ha completato o sta completando le operazioni necessarie per predisporre l’accredito. L’anticipo delle lavorazioni rispetto al 15 giugno ha rassicurato molti beneficiari che attendevano conferme sull’arrivo della ricarica. Ecco cosa è visibile nel Fascicolo dei titolari della Carta che hanno avuto “semaforo verde” dall’ente previdenziale:

Pagamento previsto il 16 giugno
Dopo la fase delle lavorazioni, l’attenzione si concentra ora sulla data di accredito. Secondo il calendario INPS, il pagamento dell’Assegno di Inclusione è previsto per lunedì 16 giugno.
L’importo verrà accreditato direttamente sulla Carta di Inclusione dei nuclei familiari che già percepiscono regolarmente la misura e che non presentano anomalie o sospensioni della pratica.
Chi attende gli arretrati resta ancora in verifica
Situazione diversa, invece, per molti cittadini che hanno presentato domanda nei mesi scorsi e attendono ancora l’accoglimento della richiesta o il pagamento delle mensilità arretrate.
Numerosi utenti segnalano infatti che la propria domanda continua a risultare “in evidenza alla sede”. Questa dicitura indica che la pratica è ancora sottoposta a verifiche da parte della sede INPS territorialmente competente e non è stata ancora definita in via definitiva.
Tra le cause più frequenti dei ritardi figurano incongruenze tra i dati presenti nell’ISEE e quelli risultanti negli archivi anagrafici, differenze nella composizione del nucleo familiare, cambi di residenza non ancora allineati oppure ulteriori controlli sulla situazione reddituale e patrimoniale del richiedente.
Fino alla conclusione dell’istruttoria e alla rimozione delle anomalie segnalate, non verranno disposte né le lavorazioni né i relativi pagamenti degli arretrati.




