Caldo Estremo: in 14 Regioni Pausa Obbligatoria di 3 Ore e Mezza. Ecco Chi Rischia

L’emergenza caldo continua ad allargarsi in tutta Italia. Con l’ingresso di Sicilia e Molise, salgono a 14 le Regioni che hanno adottato misure straordinarie per limitare il lavoro nelle ore più calde della giornata e proteggere i lavoratori esposti al sole.

Ad oggi risultano in vigore provvedimenti in:

  • Abruzzo
  • Campania
  • Emilia-Romagna
  • Friuli Venezia Giulia
  • Lazio
  • Liguria
  • Lombardia
  • Molise
  • Piemonte
  • Puglia
  • Sicilia
  • Toscana
  • Umbria
  • Veneto

In quasi tutti i casi lo stop scatta quando la piattaforma Worklimate, sviluppata da Inail e Cnr, segnala un livello di rischio “Alto” per i lavoratori impegnati in attività fisica intensa sotto il sole.

Sicilia: stop dalle 12.30 alle 16 fino al 31 agosto

L’ultima ordinanza è stata firmata dal presidente della Regione Siciliana Renato Schifani.

Il provvedimento resterà in vigore fino al 31 agosto 2026 e prevede la sospensione delle attività lavorative all’aperto tra le 12.30 e le 16.00 nei giorni e nelle aree in cui Worklimate segnala un rischio elevato.

La misura riguarda agricoltura, florovivaismo, edilizia, cave, logistica e rider impegnati nelle consegne urbane.

Particolarmente rilevante è l’inclusione delle attività logistiche svolte nei piazzali, delle operazioni di carico e scarico e del settore delle consegne dell’ultimo miglio, sempre più esposto agli effetti delle ondate di calore.

Come funziona il sistema Worklimate

Le ordinanze non si basano semplicemente sulla temperatura registrata dai termometri.

Worklimate elabora infatti diversi parametri, tra cui temperatura dell’aria, umidità, radiazione solare, ventilazione e intensità dello sforzo fisico richiesto dal lavoro.

Quando il sistema individua un rischio elevato per i lavoratori esposti al sole, scattano automaticamente le limitazioni previste dalle ordinanze regionali.

Si tratta quindi di una valutazione molto più completa rispetto al semplice dato dei gradi registrati dal termometro.

Il caldo estremo è ormai un rischio professionale

Il caldo estremo sta diventando uno dei temi più urgenti per la sicurezza sul lavoro. Temperature elevate, radiazione solare, umidità, sforzo fisico e dispositivi di protezione individuale possono trasformare una normale giornata lavorativa in una condizione di rischio per la salute.

Il problema riguarda numerosi settori: edilizia, agricoltura, trasporti, logistica, manutenzione, raccolta rifiuti, attività portuali, magazzini non climatizzati, piazzali esterni e cantieri stradali.

Lo stress da calore può favorire colpi di calore, disidratazione, perdita di lucidità, affaticamento, errori operativi e aumento del rischio di infortuni. Nel lavoro con macchine industriali, carrelli elevatori, mezzi di movimentazione e attrezzature pesanti, anche una lieve riduzione della concentrazione può avere conseguenze importanti.

Per questo le aziende sono chiamate a passare da una gestione emergenziale a una gestione strutturata del rischio climatico, attraverso la rimodulazione degli orari, l’aumento delle pause, la disponibilità di acqua fresca, la creazione di zone d’ombra e la rotazione delle mansioni.

Sempre più attenzione viene inoltre riservata alle nuove tecnologie. Sensori e dispositivi indossabili possono monitorare parametri come temperatura corporea, frequenza cardiaca e livello di sforzo fisico, consentendo di individuare precocemente situazioni di rischio e intervenire prima che si verifichino conseguenze per la salute dei lavoratori.