Metalmeccanici, la Fiom lancia l’Allarme Caldo: “Pronto lo Sciopero se le Aziende Non Intervengono”

Con l’arrivo dell’estate e le prime ondate di calore che stanno interessando gran parte del Paese, torna al centro del dibattito il tema della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Se per molti lavoratori impiegati all’aperto sono già scattate ordinanze regionali che vietano le attività nelle ore più calde della giornata, nelle fabbriche la situazione resta particolarmente delicata. In numerosi stabilimenti metalmeccanici, infatti, alle alte temperature esterne si somma il calore prodotto da impianti, forni e macchinari, con valori percepiti che possono superare abbondantemente i 40 gradi.

Sindacati e rappresentanti dei lavoratori chiedono da tempo interventi strutturali per prevenire i rischi legati allo stress termico, che può provocare malori, infortuni e gravi conseguenze per la salute. Dalla riorganizzazione dei turni all’introduzione di pause aggiuntive, fino all’installazione di sistemi di climatizzazione più efficaci, sono diverse le misure considerate necessarie per affrontare un fenomeno che, complice il cambiamento climatico, si presenta ormai con sempre maggiore frequenza.

Per approfondire il tema abbiamo intervistato Silvia Simoncini, segretaria nazionale della Fiom-Cgil e responsabile salute e sicurezza, che fa il punto sulle richieste del sindacato, sulle segnalazioni provenienti dai luoghi di lavoro e sulle iniziative da mettere in campo per garantire la tutela dei lavoratori metalmeccanici durante i mesi più caldi dell’anno.

In foto Silvia Simoncini della Fiom Cgil nazionale

Le ordinanze anti-caldo stanno imponendo stop al lavoro all’aperto nelle ore più critiche, ma nelle fabbriche molti metalmeccanici continuano a lavorare con temperature che, tra caldo e macchinari, possono superare i 40 gradi percepiti. Quali tutele chiedete per chi opera negli stabilimenti?

Gli strumenti che chiediamo vengano messi in campo per tutelare le lavoratrici e i lavoratori dai rischi connessi alle elevate temperature che ormai si registrano da molti anni in questa stagione sono diversi. Sicuramente l’utilizzo nelle fabbriche di impianti di raffrescamento coerenti con le normative vigenti ma interveniamo anche sull’organizzazione del lavoro chiedendo anticipi e posticipi dei turni in modo da evitare che la prevalenza dell’attività lavorativa si svolga nelle ore più calde della giornata insieme all’introduzione di pause aggiuntive e alla distribuzione di acqua e i sali.

Dalle segnalazioni che vi arrivano, le aziende stanno adottando misure adeguate per proteggere i lavoratori dal rischio caldo oppure persistono situazioni critiche?

 Ovviamente nelle aziende sindacalizzate siamo in grado di monitorare direttamente l’utilizzo di misure atte alla tutela della salute e sicurezza dei lavoratori anche perché son figlie nella maggior parte dei casi di accordi sindacali. Altra è la situazione di quelle aziende in cui non siamo presenti, cerchiamo comunque di veicolare alle lavoratrici e ai lavoratori tramite social ma anche volantinaggi tutte le informazione necessari per la loro tutela e quando si rivolgono a noi interveniamo direttamente.

Quali iniziative intende mettere in campo la FIOM per affrontare questa emergenza e sollecitare interventi concreti da parte delle imprese e delle istituzioni?

Va ricordato che a luglio dello scorso anno è stato sottoscritto, presso il Ministero del Lavoro, un protocollo quadro, tra le parti sociali, relativo alle misure di contenimento dei rischi lavorativi legati alle emergenze climatiche. Protocollo che abbiamo fatto vivere in diverse realtà territoriali sottoscrivendo accordi specifici con le controparti datoriali. Esiste poi ovviamente la relazione con le istituzioni territoriali per la costruzione delle ordinanze specifiche, bisogna ricordare infatti che  ci sono molti lavoratori metalmeccanici che svolgono le loro attività all’aria aperta e quindi particolarmente esposti alle alte temperature. 

Se la situazione dovesse rimanere invariata e le aziende continuassero a non intervenire, siete pronti a promuovere uno sciopero per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori?

Situazione di questo tipo purtroppo si sono già verificate nel recente passato e abbiamo sempre utilizzato lo sciopero come strumento di tutela immediata della salute e sicurezza delle lavoratrici e e dei lavoratori e ovviamente continueremo a farlo nei casi di necessità.

Va ricordato però anche che il D.Lgs 81/08  consente giustamente alle lavoratrici e ai lavoratori di interrompere l’attività lavorativa in autotutela nei casi in cui la salute e la sicurezza vengono messe a rischio è ovvio che una azione del genere necessità di profonda consapevolezza e conoscenza delle norme ma in taluni casi è stata agita sia da singoli che da gruppi di lavoratori.