Si avvicina il debutto della polizza sanitaria integrativa destinata al personale della scuola statale. Dopo il rinvio rispetto all’avvio inizialmente ipotizzato per gennaio 2026, la copertura dovrebbe diventare operativa nell’autunno 2026, presumibilmente tra fine settembre e inizio ottobre. Prima del via definitivo dovranno però essere completati gli ultimi adempimenti e soprattutto dovranno arrivare le istruzioni operative.
La misura rappresenta una forma di welfare aggiuntivo e non sostituisce il Servizio sanitario nazionale. Inoltre, parlare di assicurazione gratuita non significa che qualsiasi visita, esame o cura sarà automaticamente rimborsata al 100%.
Chi potrà avere la polizza sanitaria
La platea annunciata è ampia. Dovrebbero essere coinvolti docenti, personale ATA e dirigenti scolastici di ruolo, ma anche i lavoratori a tempo determinato con contratto fino al 31 agosto oppure al 30 giugno.
Resterebbero invece fuori i supplenti brevi e saltuari, oltre al personale delle scuole paritarie.
Altro aspetto fondamentale è l’adesione: non dovrebbe essere automatica. Il dipendente dovrà manifestare esplicitamente la volontà di entrare nella copertura e autorizzare il trattamento dei dati necessari. Per i lavoratori di ruolo l’adesione dovrebbe essere effettuata una sola volta, mentre per i supplenti interessati sarebbe necessario rinnovarla per ogni anno di servizio coperto.
Le modalità concrete, la piattaforma da utilizzare e le eventuali scadenze devono ancora essere comunicate.
Dentista, ricoveri, parto e fisioterapia: cosa dovrebbe essere coperto
Il pacchetto prospettato comprende diverse prestazioni: ricoveri collegati a grandi interventi chirurgici, parto naturale e cesareo, prevenzione, igiene dentale, implantologia e determinate prestazioni di fisioterapia.
Questo, tuttavia, non significa avere automaticamente dentista o visite gratis. Potranno esserci franchigie, scoperti, massimali, limiti al numero delle prestazioni e obblighi di utilizzare strutture convenzionate.
Tra le indicazioni emerse figura anche, per alcune coperture rilevanti, uno scoperto del 10% e un possibile massimale annuale di 80.000 euro per assicurato. Sono elementi che dovranno comunque essere confermati nella documentazione definitiva.
Nessun premio da pagare, stanziati 320 milioni
Per il dipendente non dovrebbe esserci alcun premio assicurativo da versare. Il finanziamento annunciato ammonta a 80 milioni di euro all’anno per quattro anni, quindi 320 milioni complessivi.
Le prestazioni potranno funzionare attraverso il pagamento diretto presso strutture convenzionate oppure tramite rimborso delle spese anticipate dal lavoratore. Proprio la diffusione territoriale dei centri convenzionati, insieme ai tempi delle autorizzazioni e dei rimborsi, sarà decisiva per capire quanto la nuova assicurazione sarà realmente conveniente.
Il passaggio determinante sarà quindi la pubblicazione del Vademecum operativo definitivo, che dovrà chiarire adesione, decorrenza, franchigie, massimali e prestazioni effettivamente rimborsabili.




