Caro carburanti, mentre il Governo prepara il passaggio dagli sconti generalizzati sul gasolio ai bonus mirati, prende forma una nuova ipotesi: uno sconto sul bollo auto per aiutare i lavoratori autonomi e le partite IVA.
L’idea, anticipata da Il Sole 24 Ore di venerdì 11 settembre, non è ancora una misura decisa. Ma indica una delle strade che il Governo potrebbe valutare per evitare che il nuovo sistema di aiuti lasci fuori proprio lavoratori autonomi, professionisti e titolari di partita IVA.
Caro carburanti, per ora resta il taglio alle accise
Il primo intervento resta quello già conosciuto dagli automobilisti. Il Governo ha prorogato il taglio delle accise sul gasolio fino al 17 settembre, mantenendo quindi ancora per alcuni giorni lo sconto sul prezzo alla pompa.
Si tratta però di una soluzione temporanea e generalizzata: lo sconto viene applicato al carburante acquistato dagli automobilisti senza distinguere in base al reddito o alla professione. Una direzione che però al Governo piace poco, che preferirebbe passare a bonus più mirati, destinati alle categorie maggiormente colpite dal caro carburanti.
Ed è proprio in questo passaggio che nasce il problema degli autonomi.
Bonus mirati, il nodo di autonomi e partite IVA
Tra le prime ipotesi discusse per il nuovo bonus carburante c’è quella di concentrare le risorse sui lavoratori dipendenti con redditi più bassi, soprattutto quando l’auto è necessaria per raggiungere il posto di lavoro.
Un’impostazione di questo tipo rischierebbe però di lasciare fuori una parte importante di chi utilizza quotidianamente l’auto per lavorare: artigiani, professionisti, agenti di commercio, commercianti e altri lavoratori autonomi. Per questo si è iniziato a ragionare anche su strumenti specifici per le partite IVA.
Una prima possibilità riguarda un buono per l’acquisto di carburante. Il professionista o il lavoratore autonomo potrebbe acquistare il carburante e, secondo modalità che dovrebbero essere definite dalla normativa, ottenere un beneficio fiscale sulla spesa sostenuta.
Anche in questo caso, però, al momento non esiste ancora una misura operativa: importi, requisiti e modalità dovrebbero essere stabiliti dal Governo.
L’altra strada: sconto sul bollo auto
C’è poi un’altra ipotesi più particolare che sta circolando in queste ore: uno sconto sul bollo auto riservato alle partite IVA. L’idea è stata anticipata da Il Sole 24 Ore e successivamente rilanciata anche da altre testate.
Il ragionamento è semplice: se un lavoratore autonomo utilizza l’auto per svolgere la propria attività, può essere aiutato non soltanto attraverso uno sconto direttamente sul carburante, ma anche riducendo uno dei costi fissi legati al possesso del veicolo. In questo modo il beneficio non dipenderebbe dal numero di rifornimenti effettuati, ma potrebbe tradursi in una riduzione del costo annuale del bollo.
Per ora, comunque, non c’è un bonus bollo per le partite IVA. Si tratta di un’ipotesi allo studio e non sono stati definiti né l’importo dello sconto né i requisiti per ottenerlo.
Buono carburante o bollo auto: le due opzioni
Il quadro che si sta delineando porta quindi verso due possibili strumenti per gli autonomi:
- da una parte c’è il buono carburante con beneficio fiscale, che avrebbe un effetto diretto sulla spesa sostenuta per benzina o gasolio;
- dall’altra c’è lo sconto sul bollo auto, che agirebbe invece su un costo fisso legato al veicolo utilizzato nell’attività professionale.
Sono due meccanismi molto diversi. Il primo seguirebbe il costo effettivamente sostenuto per il carburante; il secondo permetterebbe di ridurre una spesa annuale indipendentemente dai chilometri percorsi.
La scelta dipenderà soprattutto dalle risorse disponibili e da quanto ampia sarà la platea che il Governo deciderà di includere nei nuovi aiuti.
Quando si saprà se arriva il bonus per gli autonomi
Per il momento, dunque, nessuna delle due misure può essere considerata già approvata. Il Governo deve ancora definire il nuovo pacchetto di interventi che dovrebbe prendere il posto degli sconti generalizzati sulle accise. L’obiettivo annunciato è concentrare maggiormente le risorse su chi ha più bisogno di sostegno.
Il punto centrale sarà quindi capire come verranno inclusi gli autonomi e le partite IVA. Se il nuovo bonus dovesse essere costruito soprattutto intorno ai lavoratori dipendenti, lo sconto sul bollo o un meccanismo fiscale legato all’acquisto del carburante potrebbero diventare le soluzioni per allargare il sostegno anche a chi lavora in proprio.
Per ora l’unica certezza è che il taglio alle accise resta in vigore fino al 17 settembre. Dopo quella data, il Governo dovrà decidere come trasformare l’aiuto generalizzato in un sostegno più selettivo, senza dimenticare chi dell’auto ha bisogno non per scelta, ma per lavorare.




