Il bonus benzina potrebbe fermarsi ad appena 100 euro. È questa una delle ipotesi su cui sta lavorando il Governo per sostituire gli sconti generalizzati sulle accise con aiuti destinati soltanto ad alcune categorie. Secondo quanto riportato dai quotidiani Repubblica e Il Mattino, l’orientamento sarebbe quello di riconoscere un buono una tantum ai lavoratori, compresi autonomi e partite IVA.
La cifra che circola è però decisamente contenuta: 100 euro complessivi, eventualmente spendibili nel trimestre ottobre-dicembre. Sul tavolo ci sarebbe anche l’alternativa di suddividere il beneficio in più quote mensili, inevitabilmente ancora più piccole. Repubblica conferma che l’importo è al centro delle simulazioni del Governo.
Bonus benzina, si decide giovedì 17 settembre
Il passaggio decisivo è atteso per giovedì 17 settembre, quando scade l’attuale riduzione di 17,1 centesimi al litro sul diesel. Il Governo ha infatti prorogato lo sconto proprio fino a questa data e punta successivamente a passare dagli interventi generalizzati a sostegni più selettivi.
L’obiettivo della premier Giorgia Meloni sarebbe quello di chiudere la partita entro giovedì in Consiglio dei Ministri. Restano tuttavia diversi nodi, a partire dalle coperture finanziarie e soprattutto dalla platea: oltre ai dipendenti si ragiona sull’inclusione degli autonomi e delle partite IVA, mentre nella maggioranza c’è chi chiede di estendere l’aiuto anche ai pensionati.
Il punto, quindi, è che i 100 euro non sono ancora definitivi: bisognerà attendere le decisioni del Governo.
Con 100 euro Meloni farebbe peggio di Draghi
Se l’importo venisse confermato, il confronto con quanto avvenuto nel 2022 con il Governo Draghi sarebbe inevitabile. Allora, nel pieno della crisi energetica e dell’impennata dei prezzi, il decreto Aiuti introdusse un’indennità una tantum da 200 euro, quindi esattamente il doppio.
E soprattutto la platea fu molto ampia. Il bonus interessò, con requisiti differenti, lavoratori dipendenti, pensionati, disoccupati percettori di NASpI e DIS-COLL e altre categorie. Il sito INPS ci ricorda che l’indennità da 200 euro fu introdotta dagli articoli 31 e 32 del decreto-legge 50/2022.
Il paragone è dunque pesante: 100 euro nel 2026 contro i 200 euro del 2022. Se questa diventasse davvero la cifra definitiva, sul fronte dell’aiuto diretto contro il caro vita il Governo Meloni metterebbe sul tavolo la metà di quanto riconosciuto quattro anni fa dal Governo Draghi.




