Prestiti ai Pensionati INPS, Nuove Regole fino al 2029: Quanto Si Ottiene e Chi è Escluso

Cambiano le regole per i prestiti ai pensionati INPS con cessione del quinto. La nuova convenzione, valida dal 1° maggio 2026 al 30 aprile 2029, punta soprattutto a rendere più sicure le operazioni e a rafforzare i controlli sull’identità del pensionato. Le procedure per richiesta, gestione ed estinzione del finanziamento diventano inoltre sempre più telematiche.

Il principio di fondo non cambia: il pensionato può ottenere un finanziamento da una banca o da un intermediario finanziario e restituirlo attraverso una trattenuta automatica sulla pensione effettuata dall’INPS.

Quanto può essere trattenuto sulla pensione

La rata non può normalmente superare un quinto della pensione netta, quindi il 20%. Il calcolo viene effettuato dopo le ritenute fiscali e previdenziali.

C’è però un’altra garanzia fondamentale: dopo la trattenuta deve essere salvaguardato il trattamento minimo, pari nel 2026 a 611,85 euro mensili.

Con una pensione netta di 1.500 euro, per esempio, il quinto corrisponde a 300 euro. Se non esistono altre condizioni che riducono la quota disponibile, questa può rappresentare la rata massima.

Diverso il caso di una pensione di 700 euro. Il quinto sarebbe 140 euro, ma sottraendolo rimarrebbero soltanto 560 euro. La rata massima scende quindi a 88,15 euro, così da lasciare al pensionato almeno 611,85 euro.

Per pensioni nette di 800, 1.000, 1.200 e 2.000 euro, il quinto matematico corrisponde rispettivamente a 160, 200, 240 e 400 euro, sempre fatte salve eventuali altre trattenute o situazioni particolari.

Quali pensioni sono escluse

Non tutte le prestazioni INPS possono essere utilizzate per ottenere il finanziamento. Sono esclusi, tra gli altri, i trattamenti di invalidità civile, l’Ape sociale, gli assegni al nucleo familiare, gli assegni straordinari di sostegno al reddito e l’assegno mensile per l’assistenza personale e continuativa ai pensionati per inabilità.

Se invece il pensionato percepisce più pensioni INPS, la quota cedibile può essere determinata considerando complessivamente i trattamenti ammessi alla cessione.

Più controlli prima di concedere il prestito

Una delle principali novità riguarda la sicurezza. Per consultare la quota cedibile, il pensionato deve essere identificato attraverso un documento valido o procedure conformi alle norme europee sull’identità digitale. È previsto inoltre un ulteriore riscontro, come l’OTP inviato dall’INPS sul cellulare certificato.

Prima della stipula, banca o intermediario devono utilizzare anche la funzione antifrode INPS “VerificaIdentitàPensionato”, pensata per contrastare furti d’identità.

Il finanziamento deve inoltre prevedere una copertura assicurativa contro il rischio di premorienza.

La cifra definitiva la stabilisce l’INPS

Il semplice calcolo del 20% non basta quindi per sapere quanto potrà essere effettivamente trattenuto. È la comunicazione di quota cedibile dell’INPS a determinare l’importo utilizzabile, tenendo conto della pensione netta, del minimo da salvaguardare e delle eventuali trattenute già presenti.

Un’altra novità riguarda infine estinzioni anticipate e rimodulazioni: anche queste operazioni vengono gestite attraverso le procedure telematiche dedicate.