Sono già circa 800 mila i lavoratori della scuola che hanno scelto di aderire alla nuova assicurazione sanitaria gratuita entro la prima scadenza del 20 settembre. Un numero consistente, ma ancora lontano dalla platea complessiva, che considerando anche il personale precario arriva a sfiorare 1,2 milioni di dipendenti.
Per chi non ha completato la procedura potrebbe però esserci una seconda possibilità. Secondo quanto riportato da Italia Oggi, su richiesta delle organizzazioni sindacali firmatarie del contratto integrativo, il Ministero dell’Istruzione e del Merito dovrebbe riaprire le adesioni, indicando come nuovo termine il 30 settembre, salvo eventuali ulteriori proroghe.
Polizza gratuita, ma bisogna aderire
L’assicurazione rappresenta una delle principali misure di welfare introdotte per il personale scolastico. La copertura è senza costi a carico del lavoratore, ma non viene attribuita automaticamente.
È necessaria infatti un’esplicita manifestazione di volontà. Il riferimento è l’articolo 4 del CCNI del comparto Istruzione e ricerca relativo al personale scolastico, sottoscritto il 29 dicembre 2025.
La gestione del servizio assicurativo è stata assegnata a UniSalute, insieme a Poste Assicura e Intesa Sanpaolo Protezione in regime di coassicurazione.
Quali prestazioni sono comprese
La copertura sanitaria interessa diversi ambiti. Tra le prestazioni previste figurano interventi chirurgici, maternità, cure odontoiatriche e programmi di prevenzione oncologica.
La durata dipende invece dal rapporto di lavoro. Per dirigenti scolastici, docenti, educatori e personale ATA a tempo indeterminato la protezione può arrivare a 48 mesi, a meno che il rapporto di servizio termini prima.
Per docenti, educatori e ATA assunti a tempo determinato annualmente oppure fino alla conclusione delle attività didattiche, l’assicurazione resta valida per la durata dell’incarico. Regole specifiche riguardano invece chi lavora negli uffici centrali e territoriali del Ministero.
Per la polizza stanziati 320 milioni
L’operazione dispone complessivamente di 320 milioni di euro per il quadriennio 2026-2029.
Di questi, 250 milioni rappresentano nuove risorse: 190 milioni sono transitati temporaneamente sul fondo di funzionamento delle scuole, mentre altri 60 milioni provengono dalla Tabella A del Ministero. Ulteriori 70 milioni derivano da economie di bilancio.
L’adesione, tuttavia, non significa che la polizza sia già operativa. Sarà una successiva comunicazione del Ministero a indicare quando e come utilizzare concretamente le prestazioni.
Fino a quel momento il personale dovrà evitare registrazioni o altre operazioni sul portale e sull’app UniSalute. La priorità, per chi non lo ha ancora fatto, resta quindi completare l’adesione entro la nuova finestra che dovrebbe arrivare fino al 30 settembre.




