Colf e Badanti, Cosa Spetta Se Muore il Datore di Lavoro? Stipendio, TFR e Preavviso

Colf

Se muore il datore di lavoro di una colf o di una badante, chi paga lo stipendio e il TFR? E il contratto termina subito? La risposta cambia a seconda di chi ha assunto la lavoratrice.

Se muore la persona assistita, il contratto termina?

Se la badante è stata assunta da un familiare ancora in vita, la morte della persona assistita non chiude automaticamente il rapporto. Il familiare resta il datore di lavoro e deve gestire un’eventuale cessazione.

Se invece la persona deceduta era anche il datore, si applica il CCNL Lavoro Domestico, firmato da Fidaldo e Dominacon Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs e Federcolf. Il contratto prevede che il rapporto possa essere risolto rispettando il preavviso.

Quanto preavviso spetta a colf e badanti?

I giorni dipendono dall’orario settimanale e dall’anzianità presso lo stesso datore:

  • Almeno 25 ore settimanali: 15 giorni di calendario fino a cinque anni di servizio; 30 giorni oltre cinque anni.
  • Meno di 25 ore settimanali: 8 giorni fino a due anni di servizio; 15 giorni oltre due anni.

Se il rapporto termina subito, senza concedere il preavviso dovuto, alla lavoratrice spetta un’indennità per i giorni non rispettati.

Chi paga stipendio e TFR dopo la morte del datore?

La morte del datore non cancella quanto la lavoratrice ha maturato. Alla fine del rapporto vanno calcolati l’ultimo stipendio, gli eventuali arretrati, le ferie non godute, la quota di tredicesima e il TFR ancora dovuto, sottraendo gli anticipi già versati.

La colf o la badante può chiedere il pagamento agli eredi che hanno accettato l’eredità. Essere parenti della persona deceduta, da solo, non basta a renderli responsabili dei suoi debiti.

Il CCNL prevede inoltre, a determinate condizioni, la responsabilità per i crediti di lavoro di familiari coabitanti, coniuge, persona unita civilmente o convivente di fatto. Conta il periodo di convivenza documentato dalla registrazione storico anagrafica.

La badante convivente deve lasciare subito la casa?

Se la badante continua a lavorare durante il preavviso, la convivenza prosegue secondo le condizioni del contratto fino alla fine del rapporto.

Se invece il contratto termina subito, ricevere l’indennità per il preavviso non lavorato non dà automaticamente diritto a restare nella casa per lo stesso numero di giorni. È utile farsi comunicare per iscritto la data di cessazione e concordare quella in cui lasciare l’alloggio.

Colf e badanti possono chiedere la NASpI?

Se perdono involontariamente il lavoro come nel caso di decesso del datore, colf e badanti possono chiedere la NASpI in possesso dei requisiti tra cui, in generale, almeno 13 settimane di contributi nei quattro anni precedenti. La lavoratrice deve presentare la domanda, anche tramite patronato, di norma entro 68 giorni dalla cessazione.

Se il rapporto termina subito e la lavoratrice riceve l’indennità sostitutiva del preavviso, i 68 giorni per chiedere la NASpI si contano dalla fine del periodo coperto da quell’indennità, non dalla data in cui ha smesso di lavorare. Nella domanda bisogna indicare che è stata riconosciuta l’indennità per mancato preavviso. 

Per esempio, se il rapporto termina il 30 settembre e viene pagata un’indennità corrispondente a 15 giorni di preavviso, il termine per la domanda si calcola dalla fine di quei 15 giorni.