Tra il 25 e il 28 settembre non tutte le famiglie in attesa dell’Assegno di Inclusione hanno ricevuto il pagamento. Tra le segnalazioni arrivateci ci sono soprattutto quelle di persone che hanno presentato domanda ad agosto e che, pur non avendo ricevuto comunicazioni su anomalie, non vedono ancora la lavorazione della mensilità di settembre.
Molti beneficiari raccontano di aver contattato l’INPS, dal quale avrebbero detto di attendere metà ottobre. È un’attesa difficile da accettare per chi conta su quei soldi per le spese quotidiane. Ma la verità che pochi dicono è un’altra.
Metà ottobre o pagamento entro settembre?
Secondo alcune indicazioni riferite dagli utenti, anche operatori del call center INPS stanno prospettando le lavorazioni di metà ottobre, con il pagamento delle somme spettanti come arretrati. Questa, però, non è necessariamente la data che riguarderà tutte le posizioni ancora ferme.
Per gran parte delle pratiche rimaste inevase si prospettano lavorazioni straordinarie entro il 30 settembre, che potrebbero consentire il pagamento già negli ultimi giorni del mese. È una possibilità da seguire nelle prossime ore, non una data garantita per ogni famiglia: l’INPS non ha pubblicato una comunicazione che quantifichi le domande coinvolte o assicuri l’accredito a tutti entro martedì.
Il calendario ufficiale distingue i primi pagamenti dalle ricariche delle carte già attive. Per settembre indicava il 15 come data dei primi accrediti, subordinati all’esito positivo dell’istruttoria e alla sottoscrizione del Patto di attivazione digitale, e il 25 per i rinnovi mensili. Il superamento di quelle date senza una lavorazione visibile spiega perché molti beneficiari stiano chiedendo chiarimenti.
Famiglie in attesa senza una risposta precisa
Chi ha una domanda ancora ferma può controllare nell’area personale INPS lo stato della pratica, le eventuali comunicazioni e la disposizione del pagamento. L’assenza di anomalie riferita al telefono è un’informazione utile, ma da sola non permette di stabilire il giorno dell’accredito.
Intanto il problema resta immediato: affitto, bollette, alimentari e altre scadenze non aspettano la lavorazione di una pratica. Per queste famiglie sapere se il pagamento arriverà entro il 30 settembre oppure slitterà a ottobre cambia la possibilità di organizzare le spese. Nelle prossime ore saranno gli aggiornamenti delle singole posizioni a chiarire quante domande verranno effettivamente sbloccate.




