Malattia, Devo Uscire Durante le Fasce di Reperibilità: Come Faccio?

Essere in malattia non significa dover rimanere necessariamente chiusi in casa per tutta la giornata. Ma attenzione: durante le fasce di reperibilità il lavoratore deve essere disponibile per l’eventuale visita fiscale, salvo i casi di esonero previsti dalla legge.

La domanda, quindi, è molto concreta: se durante quelle ore devo uscire, posso farlo oppure rischio una sanzione? La risposta dipende dal motivo per cui ci si allontana da casa e dalle eventuali condizioni di esonero. Vediamo tutto nel dettaglio.

Fasce di reperibilità: quando bisogna essere a casa durante la malattia

Durante la malattia il lavoratore può essere sottoposto a una visita medica di controllo per verificare lo stato di salute e la correttezza dell’assenza dal lavoro. Le fasce di reperibilità attualmente previste sono:

  • dalle 10 alle 12;
  • dalle 17 alle 19.

L’obbligo vale anche nei giorni festivi, il sabato e la domenica. Gli stessi orari valgono sia per i lavoratori del settore privato che per i dipendenti pubblici.

Durante queste ore il lavoratore deve quindi essere presente al domicilio indicato per la malattia, così da poter ricevere l’eventuale visita fiscale. Il fatto di essere in malattia non impedisce invece, in generale, di uscire al di fuori delle fasce di reperibilità. Il problema nasce quando l’assenza dal domicilio avviene proprio nelle ore nelle quali il lavoratore deve essere disponibile per il controllo.

La regola non significa però che ogni uscita durante la fascia sia automaticamente vietata. Esistono infatti situazioni nelle quali l’allontanamento è giustificato o nelle quali opera un’esenzione prevista dalla normativa.

Le eccezioni: il caso delle terapie salvavita

Tra le situazioni che possono esonerare dall’obbligo di reperibilità rientrano le assenze riconducibili a patologie gravi che richiedono terapie salvavita, secondo le condizioni previste dalla normativa.

Per i lavoratori privati l’INPS prevede una specifica indicazione nel certificato telematico: quando sussistono i requisiti e la situazione è adeguatamente documentata, il medico può selezionare la relativa voce tra le agevolazioni. Una situazione analoga è prevista per i dipendenti pubblici dal decreto ministeriale 206/2017.

L’esonero riguarda l’evento di malattia certificato e non significa che una determinata patologia grave renda automaticamente esenti da ogni successiva visita fiscale.

Anche in presenza dell’esonero, comunque, l’INPS mantiene la possibilità di effettuare controlli sulla certificazione e sullo stato di malattia.

Quando non si può uscire durante la fascia di reperibilità

Al di fuori delle specifiche eccezioni previste dalla legge, durante le fasce di reperibilità il lavoratore deve rimanere disponibile al proprio domicilio. Non sono quindi sufficienti le normali esigenze della vita quotidiana per giustificare l’assenza da casa.

In particolare, non è una giustificazione automatica uscire durante la fascia per:

  • fare la spesa;
  • andare al supermercato o al centro commerciale;
  • andare dal parrucchiere o dall’estetista;
  • accompagnare o prendere i figli a scuola;
  • accompagnare i figli a fare sport o ad altre attività;
  • andare in banca o in posta;
  • svolgere commissioni personali;
  • fare acquisti o sbrigare pratiche amministrative non urgenti;
  • incontrare amici o parenti;
  • andare al ristorante, al bar o svolgere attività di svago;
  • portare fuori il cane, quando l’uscita non è riconducibile a una situazione che consenta legittimamente di allontanarsi dal domicilio.

Il punto fondamentale è che avere un impegno personale non significa essere automaticamente autorizzati a saltare la reperibilità. Anche il fatto che l’uscita duri pochi minuti non elimina il problema: se proprio in quel momento arriva il medico fiscale e il lavoratore non è presente, l’assenza può essere rilevata.

Diverso è il caso in cui l’uscita sia collegata a una necessità sanitaria o a una delle altre situazioni riconosciute dalla normativa. In questi casi bisogna poter dimostrare il motivo dell’allontanamento.

Se devo uscire in malattia, cosa devo fare?

Quando l’uscita è legata a una visita medica, a un esame, a una terapia o ad altra prestazione sanitaria, è importante conservare la documentazione che dimostra la presenza presso la struttura sanitaria. A seconda del caso possono essere utili, per esempio:

  • certificazione della struttura sanitaria;
  • attestazione di presenza;
  • ricevuta o documentazione della prestazione;
  • documentazione relativa alla terapia effettuata;
  • altri documenti idonei a dimostrare il motivo dell’assenza dal domicilio.

La documentazione diventa particolarmente importante nel caso in cui il lavoratore debba giustificare la propria assenza alla visita fiscale.

Non bisogna però confondere la possibilità di giustificare un’assenza con un’autorizzazione generale a uscire. Prima viene la verifica della causa dell’uscita. Soltanto nei casi ammessi dalla normativa si può procedere senza rischiare di risultare assenti ingiustificati al controllo.

Resta inoltre l’obbligo di comunicare tempestivamente la malattia al datore di lavoro e di rispettare gli adempimenti previsti per il proprio rapporto di lavoro.

In sintesi, chi è in malattia può uscire al di fuori delle fasce di reperibilità senza che questo, di per sé, violi l’obbligo di reperibilità. Durante le fasce 10-12 e 17-19, invece, è necessario essere presenti al domicilio, salvo le specifiche eccezioni previste dalla legge. Se l’uscita è necessaria per un motivo ammesso, è prudente conservare tutta la documentazione che possa dimostrarne la ragione e la durata.