220 euro in più al mese a regime. È questa la cifra che potrebbe diventare uno dei punti centrali del prossimo rinnovo contrattuale per milioni di lavoratori del commercio. Per ora, però, non si tratta di un aumento già deciso: è la richiesta contenuta nella nuova piattaforma sindacale che apre ufficialmente la strada al negoziato.
La proposta coinvolge una platea di circa 3 milioni di lavoratrici e lavoratori e mette sul tavolo, insieme agli aumenti, anche nuove regole su domeniche, part-time, precarietà, welfare e classificazione professionale.
Vediamo cosa prevede la piattaforma.
Chi aspetta il rinnovo: circa 3 milioni di lavoratori del commercio
La piattaforma riguarda il Terziario, Distribuzione e Servizi, la Distribuzione Moderna Organizzata e la Distribuzione Cooperativa. Si tratta di una delle aree contrattuali più estese del settore privato, con circa 3 milioni di lavoratrici e lavoratori interessati. I relativi contratti nazionali sono tutti in scadenza il 31 marzo 2027.
Il confronto coinvolgerà le organizzazioni datoriali di riferimento, tra cui:
- Confcommercio;
- Confesercenti;
- Federdistribuzione;
- Ancc-Coop;
- Confcooperative Consumo e Utenza;
- Agci.
Come fa sapere FILCAMS CGIL, la piattaforma unitaria è stata approvata dai delegati di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs il 28 settembre scorso. Ora deve essere trasmessa alle associazioni datoriali di settore e alle associazioni cooperative, dando così il via alla nuova fase negoziale. L’obiettivo indicato dai sindacati è arrivare al rinnovo entro la scadenza dei contratti, evitando un prolungamento dei tempi.
Commercio, chiesto un aumento di 220 euro
Il punto che interessa maggiormente i lavoratori del commercio è quello economico. Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs chiedono un aumento di 220 euro mensili a regime nell’ambito del prossimo rinnovo dei contratti nazionali. Questa richiesta formulata dalle organizzazioni sindacali nella piattaforma sarà ora portata al tavolo con le associazioni datoriali. L’importo finale, le modalità di erogazione e i tempi degli eventuali aumenti dipenderanno quindi dall’esito della trattativa.
Oltre all’aumento salariale, i sindacati chiedono anche di intervenire sugli scatti di anzianità, aumentando sia il numero degli scatti sia i relativi importi.
L’obiettivo dichiarato dalle organizzazioni sindacali è recuperare e rafforzare il potere d’acquisto e riconoscere maggiormente l’esperienza professionale maturata nel corso degli anni.
Non solo stipendio: cosa cambia nelle richieste su orari e part-time
Il salario è il punto più evidente, ma la piattaforma è molto più ampia. Una parte delle richieste riguarda il lavoro domenicale, festivo e notturno. I sindacati propongono maggiorazioni più alte, un limite massimo alle domeniche lavorate e maggiori garanzie sul principio della volontarietà. Particolare attenzione viene chiesta anche per i lavoratori che hanno responsabilità di cura e devono conciliare il lavoro con la vita familiare.
Un altro capitolo riguarda il part-time involontario, cioè le situazioni in cui il lavoratore si trova a svolgere un orario ridotto senza averlo scelto. La piattaforma propone:
- un aumento dell’orario minimo;
- regole più rigide sulle clausole elastiche;
- la possibilità di ripensare alcune disponibilità;
- una priorità per il passaggio dal part-time al full-time;
- il consolidamento delle ore supplementari svolte con continuità.
Sul fronte della precarietà, la richiesta è invece di favorire la stabilizzazione dei lavoratori con contratti a termine e in somministrazione.
Welfare, formazione e nuove tecnologie entrano nel nuovo CCNL Commercio
Il futuro rinnovo non riguarda soltanto la busta paga. Tra le richieste ci sono anche interventi sul welfare contrattuale, sulla sanità integrativa e sulla previdenza complementare.
La piattaforma chiede inoltre di rafforzare le relazioni sindacali, i diritti di informazione e partecipazione e le tutele in materia di salute e sicurezza. Sono previste richieste specifiche anche sulla genitorialità, sulla prevenzione di discriminazioni e molestie e sulle condizioni di chi lavora negli appalti e nel franchising.
Un tema destinato ad avere un peso crescente è poi quello dell’innovazione tecnologica. Le organizzazioni sindacali chiedono una revisione dei sistemi di classificazione e degli inquadramenti professionali per tenere conto dei cambiamenti nell’organizzazione del lavoro.
Nella piattaforma viene citata anche l’intelligenza artificiale: la richiesta è che la trasformazione tecnologica venga accompagnata dalla contrattazione e non si traduca automaticamente in un peggioramento delle condizioni occupazionali.
Quando si saprà se i 220 euro arriveranno davvero
La fase che si apre ora è quella della trattativa tra sindacati e associazioni datoriali. La piattaforma rappresenta infatti il punto di partenza delle organizzazioni dei lavoratori, non l’accordo definitivo.
I contratti interessati scadono il 31 marzo 2027 e i sindacati puntano a raggiungere il rinnovo entro quella data. Sarà quindi il negoziato a stabilire se la richiesta dei 220 euro verrà accolta integralmente, modificata oppure accompagnata da altre soluzioni economiche.
Fino alla conclusione della trattativa, dunque, ancora nulla è deciso. Per milioni di lavoratori, la prossima scadenza da seguire sarà quindi l’avvio del negoziato: da lì si capirà quale parte delle richieste entrerà effettivamente nel nuovo CCNL.




