Stipendio Più Basso Durante le Ferie: il No del Ministero Apre agli Arretrati

Le ferie potrebbero costare care ai lavoratori della Polizia di Stato. Durante i giorni di riposo, infatti, alcune indennità normalmente presenti nello stipendio non vengono corrisposte. Una situazione che ha spinto la UIL Polizia ad avviare una battaglia per ottenere il riconoscimento delle somme non pagate, anche per gli anni precedenti.

Il Ministero dell’Interno ha respinto le richieste, ma il sindacato non intende fermarsi. Anzi, la risposta negativa dell’Amministrazione apre una nuova fase della vertenza, quella dei ricorsi davanti ai giudici.

Perché lo stipendio diminuisce durante le ferie?

Il problema riguarda le indennità accessorie collegate alle attività svolte dagli agenti.

Secondo la posizione espressa dal Ministero, queste somme sono legate all’effettiva prestazione lavorativa e non devono essere automaticamente riconosciute durante il congedo ordinario.

L’Amministrazione richiama l’articolo 14 del DPR 395/1995 e le disposizioni interne che disciplinano il trattamento economico del personale.

La UIL Polizia contesta questa interpretazione, richiamando invece la Direttiva europea 2003/88/CE e la giurisprudenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea e della Cassazione.

Il principio sostenuto dal sindacato è che il lavoratore, durante le ferie, debba mantenere una retribuzione che comprenda anche le componenti economiche ordinariamente collegate alle proprie mansioni.

Arretrati degli stipendi: chi può recuperarli?

La questione non riguarda soltanto le prossime ferie, ma anche le somme che potrebbero essere state escluse dagli stipendi negli anni precedenti.

Per questo la UIL Polizia ha promosso l’invio di istanze e diffide formali, finalizzate anche a interrompere i termini di prescrizione.

Il riconoscimento degli arretrati, tuttavia, non è automatico: dipenderà dalle singole posizioni e dall’esito delle iniziative giudiziarie.

Ricorsi contro il Ministero, chi paga le spese legali?

Nel comunicato del 12 ottobre 2026, la UIL Polizia annuncia l’intenzione di proseguire la vertenza davanti alla giustizia amministrativa.

Il sindacato considera il rifiuto ministeriale un passaggio che consente di procedere con i ricorsi.

Per gli iscritti coinvolti nell’iniziativa, viene inoltre annunciata la copertura integrale delle spese legali, comprese quelle eventualmente derivanti da un esito negativo del giudizio.

La controversia potrebbe assumere particolare importanza anche per il dibattito sul trattamento economico delle ferie nel pubblico impiego, pur senza determinare automaticamente effetti per i dipendenti di altre amministrazioni.

La partita, dunque, resta aperta: saranno i giudici a stabilire se e in quale misura le indennità contestate debbano essere riconosciute anche durante le ferie.