Bonus Salute 2027, Aiuto per Dentista e Visite: il Governo Studia l’Anticipo delle Detrazioni

Un aiuto per pagare il dentista o una visita privata senza aspettare la dichiarazione dei redditi dell’anno successivo. È questa l’idea su cui lavora il Governo in vista della legge di Bilancio 2027: un possibile “bonus salute”, destinato soprattutto ad anziani, persone fragili e contribuenti con redditi più bassi.

Il nome è giornalistico: non esiste ancora una misura approvata con questa denominazione. Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore in edicola il 13 ottobre, i tecnici stanno studiando un sostegno che possa anticipare, almeno in parte, il beneficio fiscale legato alle spese sanitarie.

Bonus salute: cosa cambierebbe per chi paga le cure

Il problema è quello dei tempi. Una persona sostiene oggi una spesa sanitaria, ma recupera l’eventuale detrazione soltanto attraverso la dichiarazione dei redditi dell’anno seguente. Nel frattempo deve affrontare il costo della prestazione con le proprie risorse.

Il Governo valuta quindi un aiuto che arrivi prima. L’obiettivo sarebbe alleggerire il peso delle cure per chi ha meno disponibilità economiche, senza costringerlo ad attendere il successivo appuntamento con il fisco.

C’è anche un altro limite che il progetto vorrebbe affrontare: chi è incapiente non riesce a utilizzare le detrazioni, perché non ha un’imposta sufficiente dalla quale sottrarle. Il sostegno allo studio punta dunque a intervenire su una difficoltà che riguarda proprio le fasce economicamente più deboli.

Dentista e prestazioni private: le spese al centro del progetto

Tra le spese considerate entrerebbero prima di tutto quelle sostenute fuori dal Servizio sanitario nazionale, a partire dalle prestazioni odontoiatriche.

L’ipotesi, però, non è quella di anticipare a tutti l’intera detrazione spettante. Una soluzione del genere sarebbe troppo onerosa per i conti pubblici. I tecnici lavorano invece a un bonus di importo prestabilito, il cui valore dipenderebbe dalla soglia di reddito individuata per i beneficiari.

Restano da definire importi, requisiti, modalità di pagamento e spese ammesse. Non è quindi possibile, al momento, indicare quanto si potrebbe ricevere o come presentare un’eventuale domanda.

Perché il Governo valuta questo aiuto nella manovra

La proposta emerge mentre perde forza l’ipotesi di estendere fino a 60.000 euro il campo di applicazione della seconda aliquota Irpef al 33%.

Le risorse disponibili sono limitate e il Governo deve scegliere quali interventi finanziare. Il bonus per le spese sanitarie rappresenterebbe una delle alternative, concentrata sui redditi più bassi.

La sua introduzione resta un’ipotesi: prima di diventare un sostegno utilizzabile dovrà trovare coperture e una formulazione precisa nel percorso della manovra. Solo allora saranno chiarite anche le condizioni effettive di accesso.