Personale ATA, docenti, studenti: le novità dal 7 gennaio nelle istruzioni del Ministero

Scuola

Con una nota inviata ai dirigenti scolastici, il Ministero dell’Istruzione chiarisce le novità introdotte dall’ultimo Dpcm, entrato in vigore il 4 dicembre scorso.

In particolare, fa riferimento al lavoro del personale ATA, agli orari delle attività didattiche per studenti e docenti e all’organico Covid. 

Cosa dice il Ministero

Il Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione sottolinea nella nota ministeriale che “a far data dal 7 gennaio 2021, le istituzioni scolastiche del secondo ciclo di istruzione collocate nelle cosiddette zone gialle e arancioni organizzeranno la presenza a scuola del 75% degli studenti. Per far fronte a queste riaperture e gestire al meglio il rientro in classe degli alunni, “occorre modulare il piano di lavoro del personale ATA, gli orari delle attività didattiche per studenti e docenti, nonché degli uffici amministrativi”

Nella nota si lascia poi intendere che l’ultima parola spetterà ancora ai dirigenti scolastici, dal momento che “che il predetto limite [75%, ndr] può essere variamente modulato (anche per classi, classi parallele, indirizzi), in considerazione delle esigenze delle istituzioni scolastiche finalizzate a garantire un ottimale svolgimento del servizio e con riferimento alle necessità di garantire le condizioni di sicurezza”.

Organico Covid

Il capo dipartimento Marco Bruschi spende delle parole anche sull’organico Covid, previsto dal governo per meglio gestire l’emergenza. Nella nota si spiega che non si tratta di un peraltro inesistente “organico di potenziamento”, ma di risorse di personale destinate, per quanto riguarda i docenti, a garantire una migliore gestione dei gruppi classe, al fine di ottimizzarne la numerosità e, per quanto riguarda il personale ATA, volta ad attuare le attività necessarie alla garanzia del diritto allo studio nonché alla sicurezza e all’igiene degli ambienti”

Il ruolo dei Prefetti

La nota del Ministero ribadisce anche l’importanza dei Prefetti “per la definizione del più idoneo raccordo tra gli orari di inizio e termine delle attività didattiche e gli orari dei servizi di trasporto pubblico locale, urbano ed extraurbano”. Seduti al tavolo decisionale, oltre ai già citati prefetti e ad altri organi istituzionali, faranno parte anche i dirigenti degli UAT.

Erica Zamò