“Premi ai lavoratori? Non è soluzione”. Sindacati replicano alla Ministra

MILANO – Si sono riuniti questa mattina all’hotel Melia di Via Masaccio i sindacati dell’industria europei e italiani per trovare una strategia industriale coesa che garantisca una reale ripresa economica in tutti i Paesi europei. All’incontro hanno preso parte i sindacati italiani dei lavoratori metalmeccanici e del settore chimica-tessile FIM CISL, FIOM CGIL, UILM UIL, FILCTEM CGIL, FEMCA CISL e UILTEC UIL, insieme alle sigle europee INDUSTRIALL, EUROPEAN TRADE UNION.

I lavoratori dei Paesi membri sono colpiti da un’inflazione alle stelle e i salari da loro percepiti non riescono a stare al passo con il costo della vita, sempre più onerosa per via del rincaro energetico. Rafforzare il potere d’acquisto è l’obiettivo comune a tutti, ma come raggiungerlo?

Parlando al quotidiano Il Messaggero la Ministra del Lavoro Calderone ha trovato nei premi alla produttività, garantiti dalla contrattazione di secondo livello, la soluzione per il rialzo degli stipendi. Una soluzione che non dispiace ai sindacati ma che tuttavia, a detta loro, non è una ricetta valida sempre.

A spiegare nel dettaglio il perché ci pensa il segretario generale della UILM Rocco Palombella, che alla redazione di TuttoLavoro24.it risponde: ‹‹la contrattazione di secondo livello è poco estesa ed è applicata soprattutto da aziende di grandi dimensioni.›› Solo il 30% delle aziende, precisa, la applica in Italia, quindi la stragrande maggioranza dei lavoratori ne rimarrebbe esclusa.

A manifestare più di qualche perplessità rispetto alle proposte governative è, tra i presenti, Michele De Palma, segretario generale della FIOM, che a TuttoLavoro24.it rimarca come occorra andare oltre le dichiarazioni della Ministra Calderone e capire come il Governo intende usare la fiscalità: per distruggere o per sostenere la contrattazione collettiva. Insomma i premi defiscalizzati per i lavoratori devono passare per accordi sindacali oppure no?