Sulla Gazzetta Ufficiale di ieri è stato pubblicato il cd. DL Rilancio approvato dal Consiglio dei Ministri la settimana scorsa.

L’art. 83 del nuovo DL n. 34 contiene norme di “emergenza” relativa alla sorveglianza sanitaria eccezionale per i lavoratori maggiormente esposti al rischio contagio, in ragione dell’età o della condizione di rischio derivante da immunodepressione, anche da patologia Covid-19, o da esiti di patologie oncologiche o dallo svolgimento di terapie salvavita o comunque da comorbilità che possono caratterizzare una maggiore rischiosità.

La particolarità della disposizione sta che la sorveglianza dovrà essere messa in atto anche dai datori di lavoro che per norma non sono tenuti.

Per le aziende che non sono obbligate a nominare il medico competente la sorveglianza “d’emergenza” può essere svolta o nominandone uno temporaneamente, fino alla data di cessazione dello stato di emergenza per rischio sanitario sul territorio nazionale, oppure chiedendo l’intervento dei medici del lavoro dell’Inail territoriale, compensato secondo tariffe che saranno definite da un decreto interministeriale.

Secondo quanto si legge su “Il Sole 24 Ore” oggi in Edicola “La sorveglianza sanitaria stabilita dal Dl rilancio prescinde da quella richiamata dall’articolo 18, comma 1, lettera a, del Dlgs 81/2008 (testo unico sulla salute e sicurezza sui luoghi di lavoro) e disciplinata dall’articolo 41 e seguenti, che trova applicazione nel caso di lavorazioni con esposizione a fattori di rischio specificamente individuati nello stesso testo unico. Si tratta, per esempio, di rischi determinati dalla movimentazione manuale dei carichi, dall’uso dei videoterminali, dall’esposizione ad agenti fisici, biologici, chimici.”

La norma in questione infine precisa che l’eventuale inidoneità accertata dal medico competente non può in ogni caso costituire giustificato motivo di licenziamento del lavoratore.