Roma, 10 giugno 2020. “La ripresa dell’attività per i 16 mila addetti dell’informazione scientifica dovrà essere fatta in totale sicurezza, attraverso l’implementazione delle linee guida sull’informazione scientifica emanate dalla Conferenza Stato Regioni, che andranno armonizzate con i vari protocolli di sicurezza aziendali che tutte le nostre RSU e gli RLSSA hanno contribuito a redigere in ogni azienda farmaceutica. Le tecnologie da remoto, attualmente in uso, possono aiutare l’informazione ma non potranno mai sostituire il rapporto umano”. E’ quanto sostiene la segreteria nazionale della Femca-Cisl. “Dall’incontro con Farmindustria dell’8 aprile scorso – prosegue – era emersa con chiarezza l’esigenza di costruire un percorso di confronto continuo per gestire la fase emergenziale contingente e definire un quadro uniforme di regole sulla ripresa dell’attività di informazione scientifica e con essa le misure di massima tutela e sicurezza per lo svolgimento dell’attività diretta, per gli informatori stessi, i medici e i pazienti. In quella sede ci siamo accordati di verificare il prima possibile gli obiettivi prefissati, pertanto a breve, anche in linea con la richiesta di incontro delle Segreterie Generali, avremo modo di confrontarci nuovamente e sarà l’occasione anche di fare il punto sugli sviluppi e le prospettive generali del settore Farmaceutico. Abbiamo molto apprezzato le posizioni espresse dalle rappresentanze dei Medici di Medicina Generale, riscontrate anche personalmente dai nostri delegati sul territorio, che auspicano una ripresa dell’informazione scientifica, che possa tornare al più presto ad un confronto diretto e personale, che congiuntamente a Farmindustria abbiamo definito strategico e insostituibile. Le esigenze di ascolto, formazione e informazione espresse dalla maggioranza dei Medici, che si sviluppano attraverso un costante rapporto umano che crea empatia e fiducia, impone una riflessione più ampia e accurata del ruolo e dei mezzi con cui si esprime la professionalità degli informatori scientifici. Per questo riteniamo che le tecnologie da remoto, attualmente in uso, possano aiutare l’informazione ma non potrà mai sostituire il rapporto umano. Chi pensa che l’attività da remoto possa facilmente sostituire questo grande valore commette un grosso errore. Telefono, mail, videoconferenze e piattaforme informative sono strumenti aggiuntivi che vanno ancor meglio regolamentati, attraverso il rispetto della privacy, limitando il controllo delle attività evitando inutili registrazioni e profilazioni, che nulla hanno a che vedere con il ruolo professionale dell’informatore e che sposta su un piano diverso e sbagliato il rapporto relazionale con i medici. Per evitare che storture di questo genere prendano il sopravvento sarà necessario seguire con maggiore attenzione questa fase di evoluzione epidemiologica, definendo con chiarezza che, pur consapevoli della necessità di un periodo di coesistenza tra l’informazione tradizionale e da remoto, le modalità tipiche da Call Center non sono né efficaci né accettabili. Questo particolare periodo, che vedrà il riattivarsi di una ripresa diversificata delle attività, andrà regolamentato attraverso la contrattazione aziendale che, attraverso buone pratiche e valorizzazione delle migliori intese, sarà di indirizzo in ambito Nazionale. Il post pandemia – aggiunge il sindacato – ha generato una maggiore richiesta di attenzione alla salute che dovrà caratterizzarsi attraverso forti investimenti pubblici sul Servizio Sanitario Nazionale e sulla Medicina Territoriale, che ad oggi rappresenta il vero argine per tutelare la salute pubblica. Serve però maggior coordinamento sulle modalità della ripresa delle attività a livello Regionale, dove una pluralità di regole e divieti impongono ancora molte restrizioni. Per questo oggi più che mai occorre costituire una Cabina di Regia a livello Nazionale di tutti gli stakeholder (Ministero della Sanità, Regioni, Farmindustria, Federfarma, Aifa ) con l’obiettivo di governare e indirizzare al meglio tutte le istanze che chiedono una sanità migliore e un servizio più efficiente al paziente. Siamo convinti che questo periodo di difficoltà possa delineare anche delle opportunità di maggior comprensione dell’importanza rappresentata dall’informazione scientifica, capace di trasmettere percorsi formativi, aggiornamenti sull’innovazione del farmaco e spiegare le nuove frontiere scientifiche di ricerca e innovazione che sono il vero valore professionale, che aiuterà ad uscire dallo stereotipo che il medico territoriale emana solo ricette e che gli informatori sono solo agenti di commercio dell’industria farmaceutica. Per questo la Femca Cisl continuerà nel percorso di coinvolgimento ascolto e formazione dei propri delegati, avvalendosi della collaborazione di esperti e rappresentanti delle varie associazioni interessate, che ci aiuteranno nel difficile compito di accompagnare l’evoluzione e la trasformazione del mondo dell’informazione scientifica”, conclude la Femca-Cisl.

Continua a leggere qui

Fonte: cisl.it