Agricoli, il CCNL Prevede i Buoni Pasto? Ecco Quali Benefici Spettano ai Lavoratori

Agricoli

I buoni pasto sono un beneficio ormai diffuso in molti settori, ma in agricoltura la situazione è diversa. Chi lavora nei campi, nelle serre, nei vigneti o negli allevamenti si chiede spesso se il nuovo Contratto Collettivo Nazionale abbia introdotto anche questo diritto.

La risposta è no. Il CCNL Operai Agricoli e Florovivaisti 2026-2029 non riconosce un diritto generale ai buoni pasto. Questo, però, non significa che i lavoratori agricoli abbiano meno tutele o meno benefici rispetto ad altri settori.

Il rinnovo del contratto ha infatti scelto di rafforzare stipendi, welfare contrattuale e tutele del rapporto di lavoro, lasciando ai contratti provinciali e agli accordi aziendali la possibilità di prevedere eventuali trattamenti aggiuntivi, compresi i buoni pasto.

I buoni pasto non spettano automaticamente

Nel testo del nuovo CCNL Operai Agricoli e Florovivaisti non esiste una norma che imponga alle aziende agricole di riconoscere i buoni pasto ai propri dipendenti.

Questo significa che il solo fatto di essere assunti con il CCNL agricolo non dà diritto ai ticket restaurant.

L’assenza di questa previsione non rappresenta però una riduzione delle tutele. Il contratto interviene infatti su altri aspetti economici e normativi, considerati prioritari dalle parti firmatarie.

Quando un operaio agricolo può ricevere i buoni pasto

Il fatto che il CCNL non li preveda non impedisce alle aziende di riconoscerli.

I buoni pasto possono essere concessi quando sono previsti:

  • dal Contratto Provinciale di Lavoro;
  • da un accordo aziendale;
  • da una scelta del datore di lavoro nell’ambito del welfare aziendale.

In questi casi il lavoratore può ricevere regolarmente i ticket restaurant, ma non perché lo prevede il CCNL nazionale.

Quali benefici introduce invece il nuovo contratto

Il rinnovo del CCNL porta diverse novità che interessano tutti gli operai agricoli.

Tra le principali troviamo:

  • aumento dei minimi retributivi del 5,1%, suddiviso in due tranche;
  • introduzione del Trattamento Economico Complessivo (TEC), che individua gli elementi che compongono la retribuzione contrattuale;
  • premio di continuità destinato, al ricorrere dei requisiti previsti dal contratto, ad alcuni operai a tempo determinato;
  • rafforzamento della bilateralità e del welfare contrattuale, con nuove prestazioni e servizi per lavoratori e imprese;
  • nuove misure finalizzate a favorire la stabilità occupazionale e l’aggiornamento di diversi istituti contrattuali.

Il contratto prevede buoni spesa o altri benefit?

Anche sotto questo profilo il nuovo CCNL non introduce un diritto generale a ricevere:

  • buoni spesa;
  • buoni carburante;
  • fringe benefit;
  • gift card;
  • altri beni in natura.

Naturalmente un’azienda può decidere di riconoscere questi benefici ai propri dipendenti oppure introdurli attraverso accordi aziendali. Si tratta però di trattamenti aggiuntivi, non di diritti previsti dal contratto nazionale.

Come sapere se nella propria azienda spettano i buoni pasto

Per avere una risposta certa non basta leggere il CCNL.

È importante verificare anche:

  • il Contratto Provinciale di Lavoro applicato nella propria provincia;
  • eventuali accordi aziendali;
  • il regolamento di welfare aziendale, se presente.

Proprio questi strumenti possono prevedere condizioni economiche più favorevoli rispetto a quelle stabilite dal contratto collettivo nazionale.