Lo Smart Working è un diritto per i lavoratori che hanno figli con meno di 14 anni, lo dice il DL Rilancio.

Ma va contemperato con la situazione familiare. Così ha affermato il Tribunale di Mantova in una recente ordinanza che fa luce sull’applicazione del Lavoro agile e si aggiunge ad un’altra ordinanza di Tribunale emesse durante il lockdown.

Il caso è quello di un lavoratore dipendente di una compagnia di parcheggi, responsabile dell’area tecnica, il quale rivendicava il diritto a lavorare da remoto sul presupposto di avere un figlio minore di anni 14 da dover sorvegliare.

Sulle motivazioni che stanno alla base dell’ordinanza giudiziaria si sofferma il quotidiano Il Sole 24 Ore oggi in Edicola:

“L’articolo 90 del decreto Rilancio non richiede, peraltro, unicamente la compatibilità delle mansioni con il lavoro agile, ma condiziona il diritto alla collocazione in smart working all’assenza di altro genitore «beneficiario di strumenti di strumenti di sostegno al reddito» o «non lavoratore». Il giudice ha valorizzato quest’ultimo inciso per concludere che, poiché la moglie, anch’essa lavoratrice dipendente, operava già in smart working, non c’erano i presupposti per obbligare il datore di lavoro alla concessione al marito della stessa modalità di lavoro“.