Per alcuni professionisti dei tribunali è in arrivo una buona notizia che vale anche per il passato. Un decreto appena pubblicato in Gazzetta Ufficiale riconosce infatti nuovi compensi con effetto retroattivo.
La misura interessa tre categorie ben precise e non riguarda soltanto gli importi futuri. Vediamo nel dettaglio.
Chi riceverà gli aumenti retroattivi
Il decreto del Ministero della Giustizia del 21 maggio 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 177 del 1° agosto, aggiorna i compensi spettanti ai componenti esperti dei tribunali di sorveglianza.
I nuovi importi si applicano agli incarichi svolti da:
- psicologi;
- criminologi;
- mediatori culturali.
La particolarità della misura è che gli aumenti decorrono dal 1° febbraio 2024, anche se il decreto è stato pubblicato soltanto ora.
Tribunali, quanto aumenta il compenso orario per gli esperti
Il provvedimento fissa le nuove tariffe orarie lorde Irpef. Nel dettaglio spettano:
- 30 euro lordi all’ora agli psicologi;
- 25 euro lordi all’ora ai criminologi;
- 25 euro lordi all’ora ai mediatori culturali.
L’intervento serve ad allineare i compensi degli esperti dei tribunali di sorveglianza a quelli già riconosciuti agli esperti dell’Amministrazione penitenziaria, il cui adeguamento era stato disposto con decorrenza dal 1° febbraio 2024.
Professionisti dei tribunali, perché gli aumenti valgono anche per il passato
Il Ministero della Giustizia ha stabilito che i nuovi importi abbiano la stessa decorrenza prevista per gli esperti dell’Amministrazione penitenziaria.
Questo significa che gli incarichi svolti a partire dal 1° febbraio 2024 dovranno essere remunerati secondo le nuove tariffe.
In pratica, chi ha già prestato attività come componente esperto dei tribunali di sorveglianza potrà beneficiare dell’adeguamento economico anche per le prestazioni già effettuate, secondo le modalità che saranno applicate dagli uffici competenti.
Questi compensi sono assimilati al lavoro dipendente: cosa significa
Un aspetto importante riguarda il trattamento fiscale. I compensi corrisposti ai componenti esperti dei tribunali di sorveglianza rientrano tra i redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente.
Questo non significa che gli psicologi, i criminologi o i mediatori culturali diventino dipendenti del Ministero della Giustizia. L’incarico resta infatti di natura professionale e non si trasforma in un rapporto di lavoro subordinato.
La definizione riguarda esclusivamente il modo in cui questi compensi vengono tassati.
In concreto, l’amministrazione che paga il compenso applica direttamente le ritenute fiscali come avviene per uno stipendio. Per il professionista questo comporta una gestione fiscale più semplice, perché non deve emettere fattura per questi compensi e gli importi vengono certificati ai fini della dichiarazione dei redditi secondo le regole previste per i redditi assimilati al lavoro dipendente.
Quanto costa la misura allo Stato
L’adeguamento dei compensi degli esperti suddetti comporterà un impegno economico anche per lo Stato. Secondo il decreto, la spesa prevista è pari a 746.349 euro per il 2026, mentre dal 2027 l’onere sarà di 258.856 euro all’anno.
L’intervento completa così l’adeguamento dei compensi degli esperti che operano nell’ambito dell’esecuzione penale, uniformando il trattamento economico tra le diverse figure professionali coinvolte nei tribunali di sorveglianza.




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