Roma, 9 luglio 2020 – “Il turismo è uno dei settori che ha ricevuto il colpo più duro dalla pandemia e, soprattutto, è uno dei comparti che ritornerà più lentamente alla normalità. E’ evidente che l’assistenzialismo non è sufficiente, sono urgenti investimenti pubblici e privati per accompagnare lo sviluppo turistico del Paese e la riqualificazione delle infrastrutture nella fase post pandemica e nei prossimi anni, preservando l’occupazione di un comparto così strategico per la nostra economia e che oggi perde oltre 110mila posti di lavoro stagionali e temporanei di varia natura». Così il segretario generale della Fisascat Cisl Davide Guarini ha commentato i dati diffusi da una delle associazioni imprenditoriali di settore, Federalberghi, che segnala la perdita di 295 milioni di presenze turistiche nel 2020 con un crollo del fatturato del settore ricettivo del 69%, pari a quasi 16,3 miliardi di euro.
«Le stime diffuse questa mattina dall’Osservatorio Federalberghi accendono i riflettori sullo stato di salute di un settore che necessita di una visione organica e di interventi collegati a precisi progetti di sviluppo che assicurino la tenuta complessiva di un settore destinato alla ripresa» ha aggiunto il sindacalista sottolineando che «è urgente prorogare la cassa integrazione introdotta dal Dl Cura Italia e dal Dl Rilancio, che molti lavoratori hanno già terminato, e prevedere sgravi contributivi e fiscali e credito di imposta per le imprese ricettive e turistiche che hanno scommesso sulla riapertura e che richiamano in servizio il personale anche investendo in digitalizzazione».
Per Guarini «nell’ambito di una riforma complessiva degli ammortizzatori sociali, è urgente anche rafforzare l’intervento nel sostegno al reddito in un settore labour intensive dove la stagionalità è una caratteristica strutturale del comparto da salvaguardare anche prevedendo~politiche attive di formazione e riqualificazione ad hoc per un settore che vale il 13% del Pil e occupa oltre 3 milioni e mezzo di addetti”.

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Fonte: cisl.it