Con la cassa integrazione – per chi l’ha ricevuta e per chi la sta ancora aspettando – i lavoratori si sono visti ridurre in maniera significativa il loro potere d’acquisto. A fare luce su questa nuova emergenza salariale è una ricerca del Servizio lavoro, Coesione e Territorio del sindacato UIL.

Partendo dai numeri dei lavoratori coinvolti la ricerca dice che sono 8,4 milioni coloro per cui il proprio datore di lavoro ha chiesto l’intervento di un ammortizzatore sociale. Di questi, 5 milioni hanno avuto la sospensione del rapporto a «zero ore».

A fare sintesi della ricerca UIL, in particolar modo sul tema dei salari, è il quotidiano il Manifesto in Edicola oggi:

“la perdita media in busta paga ha quasi toccato i mille euro netti, nel bimestre. «Tra riduzione dello stipendio e mancati ratei della 13esima e della 14esima – spiega la segretaria confederale Uil, Ivana Veronese – in due mesi le buste paga si sono alleggerite mediamente dal 18% al 37%, a seconda del reddito». Un dipendente con uno stipendio medio, 1.400 euro netti, ha perso così 444 euro al mese e un lavoratore part-time che, prima del lockdown, guadagnava 800 euro ha avuto una mini-busta paga, alleggerita di «soli» 145 euro”.