In vista del prossimo autunno la Commissione Europea lavora a delle istruzioni che dovranno seguire i singoli Stati per gestire un eventuale ritorno del rischio epidemiologico da Covid19.

L’obiettivo è di mettere in campo delle misure per evitare il ritorno ad un nuovo confinamento di massa in caso di nuove ondate di infezioni. Deve poter essere percorribile un’alternativa alle chiusure drastiche, con soluzioni rapide, mirate e localizzate.

A dar evidenza all’iniziativa europea è il quotidiano la Repubblica in Edicola oggi:

“domani la Commissione europea chiederà ai governi di sfruttare il tempo a disposizione per approntare misure specifiche per contenere il virus con tanto di scadenze delle azioni da intraprendere nei mesi di luglio, agosto e settembre. In testa ai provvedimenti raccomandati, la protezione delle categorie più vulnerabili, il rafforzamento dei sistemi sanitari, la capacità di isolare rapidamente eventuali focolai con zone rosse localizzate e soprattutto una vaccinazione capillare e anticipata all’influenza stagionale”.

Dunque, l’Unione europea si sta muovendo nella direzione di una “nuova fase” in cui i Governi nazionali dovranno essere in grado di gestire l’emergenza e scongiurare le chiusure che altrimenti costringerebbero le imprese a chiudere e i lavoratori a “ripiombare” nella cassa integrazione con ulteriore aggravamento della già difficile situazione sociale, economica e psicologica.