Nell’incontro tenutosi oggi Paolo Quaini, amministratore delegato di Fenice nonché responsabile di divisione servizi energetici e ambientali di Edison, ha illustrato la situazione dell’Azienda.

Il gruppo Edison nel suo complesso ha registrato nel 2019 circa 8 miliardi di ricavi con quasi 900 milioni di investimenti e 600 milioni di EBITDA. L’AD ha sottolineato innanzitutto che resta assolutamente prioritaria fra i valori aziendali la sicurezza, ancor di più dopo il tragico incidente del 9 settembre su cui sono in corso le doverose indagini con conseguenti ipotesi di miglioramento dei processi; fra i valori aziendali anche la “etica”, il “ruolo sociale”, la gestione ottimale dei dati, la attenzione al cliente, la “innovazione”. Il periodo 2016-2019 è stato focalizzato sulla crescita con l’ampliamento del business e si può considerare concluso con l’acquisizione di imprese che lavoravano la pubblica amministrazione; nel 2020 è invece iniziata la fase di consolidamento e di integrazione.

Il 2019 si è concluso nella Divisone con 500 milioni di euro di fatturato e 2.500 dipendenti; FCA, con cui il contratto è stato rinnovato fino al 2028, resta il principale cliente, ma il fatturato si va bilanciando con i clienti della pubblica amministrazione; da salvaguardare infine la parte ambientale per le sinergie che è in grado di offrire. L’emergenza covid ha comportato una riduzione di almeno il 25% dei margini per le ricadute delle fermate industriali, che hanno comportato richieste di riduzioni di costo, e per il rinvio dei cantieri pubblici.

Per l’Azienda è diventato importante sviluppare integrazione delle competenze fra le realtà che lavorano per il privato e per il pubblico. Il pessimo passo di razionalizzazione societaria sarà la fusione per incorporazione di Edison Energy Solutions in Fenice entro fine anno; l’obiettivo è arrivare a quattro società con Fenice holding operativa della Divisione. L’AD ha offerto anche la sua disponibilità a incontro periodici, da tenersi magari in occasione della pubblicazione dei risultati annuali.

Come sindacato abbiamo fatto presente allo stesso amministratore delegato che la nostra aspettativa è, non appena il mercato si sarà stabilizzato, di poter riprendere il confronto sul rinnovo del contratto integrativo. Inoltre abbiamo fatto presente che l’incremento del premio da noi richiesto in può rappresentare oggetto di scambio con la parte così detta normativa, che invece deve sempre essere discussa nella sua autonomia e coerenza interna.

Nelle more del rinnovo, anche per quest’anno è stato rinnovato l’accordo ponte che stabilisce i nuovi obiettivi conformemente a quanto richiesto dalla legge per il potenziale riconoscimento dei benefici della detassazione (come sempre comunque la effettiva sussistenza dei criteri di legge per la detassazione andrà verificata a obiettivi almeno in parte raggiunti). Viene confermata anche la possibilità di percepire, su base volontaria, sotto forma di beni e servizi di welfare il saldo del premio o parte di esso, nonché il meccanismo di gestione dei 200 euro di flexible benefit previsti dal CCNL.

Infine da parte sindacale è stata o richiesto di prorogare anche l’accordo sui meccanismi di passaggio di livello, in scadenza fine anno; Fenice non ha manifestato contrarietà ma si è riservata una risposta definitiva dopo la conclusione del vaglio delle richieste del 2020.

Fim Fiom Uilm Fismic Nazionali

Roma, 28 settembre 2020

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Fonte: fiom-cgil.it