Roma, 30 settembre 2020. Intesa SanPaolo e i sindacati del credito hanno firmato l’accordo che definisce il perimetro occupazionale del gruppo in vista dell’integrazione di Ubi Banca, quando ai 61.172 lavoratori della banca guidata da Carlo Messina si andranno ad aggiungere i 19.609 della ex popolare.  “L’intesa raggiunta, la prima dopo la conclusione dell’Opas di Intesa su Ubi, oltre ad accompagnare le previste 5000 uscite volontarie, che saranno individuate tra quanti matureranno i requisiti previdenziali fino al 2026, prevede un parziale ricambio generazionale mediante 2.500 assunzioni. Offre inoltre pari certezza di accoglimento delle domande di uscita in precedenza non accolte, sia in Intesa sia in Ubi”, dichiarano i segretari nazionali First Cisl Domenico Iodice e Mauro Incletolli.  “L’accordo di uscita  persegue inoltre la salvaguardia occupazionale anche per i dirigenti e una maggiore sostenibilità dei carichi di lavoro, grazie al ricambio generazionale. Per quanto riguarda le nuove assunzioni abbiamo chiesto inoltre che sia riservata particolare attenzione al personale assunto a tempo determinato”.  “Siamo soddisfatti – commentano Caterina Dotto e Giuseppe Cassella – segretari di gruppo di First Cisl in Intesa Sanpaolo e in Ubi – perché abbiamo dato certezza di diritti alle 1.197 domande in sospeso (925 Isp e 272 Ubi), eccedenti rispetto alle uscite all’epoca preventivate dalle due banche. Le domande dovranno essere ripresentate, alle condizioni del nuovo accordo, che riguarda l’intero perimetro del Gruppo Intesa Sanpaolo, ma avranno priorità”. “Le 5mila uscite previste – concludono – saranno scadenzate con l’accesso sia a pensione diretta, incluse quota 100 e opzione donna, sia al fondo esuberi di settore”.      

Continua a leggere qui

Fonte: cisl.it