Roma, 5 ottobre 2020- “12 ponti crollati e 6 morti. Questo il bilancio dell’ultima ondata di maltempo che ha colpito il nostro Paese: l’ennesima e triste riprova di cosa voglia dire non investire nella prevenzione del dissesto idrogeologico”. Lo dichiara Angelo Colombini, Segretario Nazionale Cisl.

“Come sindacato abbiamo sempre e più volte posto l’attenzione sulla necessità di dare continuità operativa ai piani di tutela del territorio contro il dissesto idrogeologico. Il Governo Renzi con Italia Sicura stanziò 9,5 miliardi di euro, ma ne furono spesi solo tre in 1475 progetti. Nel 2017 Gentiloni trovò 10 miliardi per il lo Sblocca Italia; più o meno la stessa cifra prevista dal Governo Conte che ha cambiato il nome del piano in Proteggi Italia: 10,9 miliardi di euro stanziati per il triennio 2019-2021. Nella realtà si viaggia su una media di spesa annua per il nostro territorio di circa 320 milioni. I soldi ci sono, ma vengono utilizzati per far fronte a “stati di emergenza” che sono diventati una emergenza ordinaria e purtroppo quotidiana, come quanto successo in questi giorni nel nord-ovest d’Italia. Se da una parte riteniamo positiva la nomina dei Commissari straordinari per far fronte a situazioni emergenziali, positive sia le misure di semplificazione previste con la L.120/2020 che le odierne rassicurazioni del Ministro Gualtieri su investimenti aggiuntivi per il dissesto idrogeologico, dall’altra chiediamo che venga data immediata operatività alla programmazione strategica di messa in sicurezza del nostro territorio così come previsto dal Piano Nazionale per la mitigazione del rischio idrogeologico del febbraio 2019. Sarebbe utile avere un sistema unitario di banca dati di gestione del fondo, ma anche superare le difficoltà delle amministrazioni nazionali e locali nello svolgere funzioni ordinarie che hanno portato, nel tempo, al ripetuto ricorso di gestioni commissariali. Chiediamo al Governo ed alle amministrazioni coinvolte di aprire un tavolo stabile di confronto, collaborazione e monitoraggio con le parti sociali sul tema del dissesto idrogeologico che, così come in passato, ha portato a risolvere situazioni di stallo in alcune delle regioni maggiormente interessate dalla problematica, per non dover -ad ogni meteo avverso- dover piangere morti e danni”.

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Fonte: cisl.it