Nell’incontro tenutosi ieri 7 ottobre in videoconferenza tra MinLav, MiSe, Inps, azienda e organizzazioni sindacali è stato comunicato dal ministero del Lavoro, a differenza di quanto lo stesso aveva garantito nel precedente incontro, che non è stato approvato in Parlamento l’emendamento al Decreto agosto che avrebbe permesso la rateizzazione in 10 anni del debito che l’azienda ha nei confronti di Inps, al posto della rateizzazione in 5 anni richiesta dall’Istituto di previdenza sociale in applicazione della normativa vigente.

L’azienda, che avrebbe dovuto approfondire nell’incontro al MiSE il piano industriale, da parte sua ha comunicato che il piano va rimodulato alla luce del mancato provvedimento e che dal loro punto di vista agirà per mettere in sicurezza l’azienda.

“Siamo imbarazzati come Fiom dalla posizione portata oggi dal Ministero del Lavoro. Riteniamo che il Ministero abbia una responsabilità oggettiva nella situazione che ora ci troviamo ad affrontare, poiché aveva garantito una risoluzione del problema e oggi invece comunica che quella garanzia è sfumata per mancanza di approvazione da parte del Parlamento. Il Ministero del Lavoro come è palese, non ha preventivamente chiesto il parere della Ragioneria di Stato sulla disponibilità dei fondi necessari.

Prendere un impegno e non rispettarlo è sintomo di superficialità o di incapacità e di irresponsabilità nei confronti di quelle 1.000 persone che rischiano di rimanere senza lavoro.

È prevedibile che l’azienda in una situazione di questo tipo prenda ulteriore tempo per elaborare un nuovo piano industriale ma non accettiamo che questo piano venga soltanto elaborato e asseverato dai vari tecnici, ma chiediamo che venga condiviso da subito con le organizzazioni sindacali e abbia come obiettivo la continuità produttiva e la garanzia dell’occupazione degli stabilimenti di Somma Vesuviana, Benevento e Brindisi.

Il Ministero dello Sviluppo economico sentite le posizioni delle Parti, su proposta della Sottosegretaria Todde, ha chiesto all’azienda di non procedere con iniziative unilaterali, e di valutare, tenendo aperto il tavolo ministeriale, tutti gli strumenti necessari e disponibili dai ministeri, attraverso gli ammortizzatori sociali e ai possibili altri strumenti finanziari, che possano essere utilizzati per tutelare gli stabilimenti e l’occupazione, condividendo le scelte preventivamente con il Sindacato.

Questa posizione assunta per la Fiom-Cgil è utile, ma ribadiamo che una valutazione andrà fatta successivamente ai prossimi incontri e potrà essere condivisibile solo se non saranno avviate dall’azienda iniziative traumatiche che prevedano licenziamenti e se saranno individuati nel piano industriali investimenti per garantire missioni e produzioni per ogni sito presente in Campania e in Puglia “

Dichiarazione di Claudio Gonzato, Fiom nazionale

 

Ufficio stampa Fiom-Cgil nazionale

Roma, 8 ottobre 2020

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Fonte: fiom-cgil.it