Prosegue la trattativa per il rinnovo del ccnl dei lavoratori dell’industria metalmeccanica. Con i sindacati Fim-Fiom-Uilm che spingono per incrementare dell’8% il salario per la vigenza 2020-2022 e Federmeccanica-Assistal che oppongono ogni forma di resistenza a questa ipotesi.

La proposta complessiva dei “datoriali”, esplicitata durante l’ultima riunione e ben sintetizzata in un volantone sindacale Fiom, prevede di “corrispondere un Trattamento Retributivo Complessivo, composto dall’adeguamento Ipca e dall’Elemento di Valorizzazione del Lavoro, per 3 anni del valore lordo di: 18 euro nel 2021 – 21 euro nel 2022 – 26 euro nel 2023 per il 5 livello e riparametrati per i restanti livelli con l’attuale scala parametrale”.

Inoltre, precisa il comunicato sindacale, le associazioni confindustriali hanno proposto l’erogazione dell’adeguamento Ipca nel mese di giugno e dell’importo a titolo un Elemento di Valorizzazione del Lavoro nel mese di luglio ogni anno.

Inoltre Federmeccanica e Assistal propongono una sostanziale “moratoria” per le aziende che hanno subito un calo di fatturato a causa dell’emergenza epidemiologica: le aziende che nell’anno 2020 non hanno recuperato i livelli di fatturato pre Covid, cioè quello dell’anno 2019, posticipano l’erogazione dell’importo relativo all’ Elemento di Valorizzazione del Lavoro del 2021 nei due anni successivi (nel 2022 e nel 2023) in due rate di pari importo.

L’Elemento di Valorizzazione del Lavoro è omnicomprensivo dell’incidenza sugli istituti di retribuzione indiretta e differita ed escluso dal calcolo del Tfr.

(In foto i tre Segretari Generali di Fim-Fiom-Uilm in un momento della trattativa)

Fonte: fiom-cgil.it

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